di Martina Grandori

 

La ricorrenza è stata creata dall’Onu nel 2017 fa per sensibilizzare sull’importanza dei piccoli impollinatori, che sono sempre più a rischio di estinzione. Dalla loro sopravvivenza dipende il cibo che mangiamo, queste piccole e laboriose creature impollinano il 75% delle piante di cui l’uomo si nutre, il 90% delle piante da fiori selvatiche, nonché supportano in maniera naturale la produzione di 87 dei principali prodotti agricoli mondiali, con loro in pericolo non si scherza. I tassi di estinzione attuali sono da 100 a 1.000 volte più alti del normale a causa dell’impatto delle attività umane: agricoltura intensiva, monocolture, consumo del suolo, uso massiccio di pesticidi, inquinamento e temperature innalzate che anticipano le fioriture, sono alcune delle cause alla base della scomparsa delle api. Il 35% circa delle specie di impollinatori invertebrati – in particolare api e farfalle – rischia l’estinzione. Ne esistono più di 20 mila specie, le più diffuse le mellifere, elemento chiave della biodiversità. Formidabili impollinatrici che vivono in colonie permanenti composte da decine di migliaia di individui che si cibano prevalentemente di nettare e polline, giocando un ruolo chiave per la conservazione della biodiversità vegetale e quindi per il mantenimento dei diversi ecosistemi. Solitaria invece la osmia, un’ape che non vive in società, non produce il miele, ma è un’impollinatrice eccezionale, dato che riesce a fecondare oltre il 90 per cento dei fiori visitati.

“Le api sono un tipo di mosche, create da Dio perché con la loro diligenza e il loro instancabile lavoro provvedano alle esigenze dell’uomo di prodotti insostituibili come il miele e la cera. Tra tutte le creature del Signore, non ce n’è altra che sia allo stesso tempo utile, docile, e poco esigente, com’è l’ape”. Così le descriveva lo sloveno Anton Janša, precursore dell’apicoltura moderna, professore di apicoltura alla corte di Maria Teresa d’Austria, la quale nominò Janša guru nel campo, che nella seconda metà del Settecento dedicò la vita all’osservazione e all’allevamento di questi operosi e vitali insetti. Tutti loro, dall’ape, allo scarafaggio alla farfalla, sono fondamentali per l’equilibrio dell’ecosistema in cui viviamo e hanno delle intelligenze che li rendono unici e indispensabili alla salute dell’ambiente. Quando parliamo delle api, poi, non potrebbe esserci nulla di più vero, hanno persino una mente matematica molto sviluppata che le rende delle abili calcolatrici, nonché abili costruttrici di sculture perfette quali sono gli alveari.