di Susanna Russo

Vittorio Sgarbi è storico e critico d’arte, curatore di mostre internazionali, saggista, politico, conduttore televisivo ed opinionista italiano.
È stato più volte membro del Parlamento e di diverse amministrazioni comunali, tra cui quella di Milano. È stato sindaco di San Severino Marche e di Salemi.
Attualmente è sindaco di Sutri e deputato alla Camera, ed è inoltre impegnato, al fianco del candidato sindaco Enrico Michetti, nella campagna elettorale per le amministrative di Roma.


In questi giorni, a seguito degli ultimi avvenimenti, si parla di pericolo fascista e di rievocazione del Ventennio. Qual è la sua opinione a riguardo? È tutta una strategia per affossare la destra?

«Non c’è nessun pericolo di neofascismo, sono tutte invenzioni di cui mi sembra anche comico parlare.
Non si tratta neppure di una strategia, è una forma delinquenziale di costruzione di una realtà che non esiste. Tutto deriva dalle misure adottate dal Governo rispetto ai vaccini e, qualunque voce che sia dissonante, viene stigmatizzata come se avesse una chissà quale visone sovversiva che non ha, che non c’è, che non esiste!»

 

Da mesi porta avanti una battaglia contro le restrizioni imposte dalle severe misure di contenimento del virus. Il 15 Ottobre arriveremo forse all’apice di questa serie di disposizioni restrittive. Cosa ne pensa di questa situazione?

«C’è da dire che già i portuali di Trieste, e altre categorie, sono stati esentati dal Green Pass; si scopre quindi che queste misure, nella realtà dei fatti, entrano in conflitto con la vita civile e la vita sociale. Siamo di fronte ad una situazione di grande avaria.»

 

Tra pochi giorni ci sarà il ballottaggio per l’elezione del nuovo Sindaco di Roma. Qualche mese fa doveva essere lei stesso nella lista dei candidati. Come ha vissuto e sta vivendo questa campagna elettorale? E cosa si aspetta adesso?

«Mi aspetto che Michetti vinca e che gli elettori di centrodestra diano prova di adesione alla candidatura, attraverso un voto che rappresenta una difesa della propria identità; perché se un cittadino non dovesse andare a votare, allora vorrebbe dire che ha funzionato il tentativo eversivo che si è provato a portare avanti in queste settimane. L’unico modo di resistere, è ribadire che il voto democratico è l’espressione di un popolo che si identifica in determinate idee e in un determinato sindaco.»

 

Qualche anno fa dichiarò: “proprio dove ci sono disordine ed ignoranza, io prospero”. Come procede adesso la sua sopravvivenza tra disordine ed ignoranza?

«La mia era una dichiarazione contro il Movimento 5 Stelle, che infatti ora si è praticamente dissolto; e il disordine e l’ignoranza con cui si sono alleati indifferentemente con la destra e con la sinistra, è stata per loro la peggiore punizione.»

 

La dichiarazione che fece ai tempi è valida anche fuori da quel preciso contesto? Sente di sopravvivere tutt’oggi tra disordine ed ignoranza?

«Certo, dove ci sono disordine ed ignoranza io continuo a prosperare. Infine, la linea che io indico prevarrà e risveglierà il buonsenso delle persone, basta aspettare.»