di Gabriele Rizza

Sulle nuove misure per contrastare l’avanzata della quarta ondata del covid, passa la linea delle Regioni: più possibilità di accesso a servizi e svago per i vaccinati, severe restrizioni per i No Vax. Nel frattempo, si cercherà di accelerare il più possibile la somministrazione della terza dose, sia dando la possibilità agli over 18 di riceverla a partire dal giorno 1 dicembre, che riducendo la validità del green pass dai 12 ai 9 mesi dal giorno in cui si è effettuata la seconda dose.
A rendere ancora più netta la distinzione tra vaccinati e non vaccinati sarà il super green pass, valido dal 6 dicembre e fino al 15 gennaio. In pratica, chi non è vaccinato non potrà accedere a cinema, teatri, musei, palestre, ristoranti e ai trasporti di lungo raggio, mentre invece non varrà per i trasporti locali (manca il personale per effettuare i controlli). Non basterà quindi un tampone negativo effettuato nelle ultime 48 ore, servirà solo per accedere al luogo di lavoro, tranne se si fa parte del personale scolastico, delle forze dell’ordine e amministrativo – sanitario: per queste figure scatterà, dal 15 dicembre, l’obbligo vaccinale, già valido per medici e infermieri.
La strategia è chiara, spingere ancor più di ieri a vaccinarsi e distinguere nella libertà di circolazione e socialità vaccinati e non vaccinati. C’è però una strategia più nascosta: infatti, i vaccinati con almeno la prima dose sono al momento l’87% della popolazione, il resto è composto dai bambini fino ai 12 anni e da una manciata di No Vax. Fa comodo però scaricare le ansie e il pericolo della quarta ondata sui No Vax, mettendo in secondo piano che, a distanza di 4-5 mesi dal vaccino, gli anticorpi calano e ci vuole un’altra dose. Il governo però non può permettersi nuovi scetticismi sui vaccini, e punta tutto su un “quasi” obbligo vaccinale e una campagna di comunicazione agguerrita contro i No Vax.
Il governo promette strette e controlli al tappeto alla frontiera con i paesi attualmente più colpiti dalla quarta ondata, specie Austria e Slovenia. Criticità passata in secondo, infatti, l’aumento dei contagi in Friuli- Venezia Giulia, è dovuto in gran parte ai frontalieri della Slovenia, liberi di entrare a Trieste senza alcun controllo o presentazione di tamponi negativi. Tuttavia, alla stampa mainstream e al governo, faceva comodo dare la colpa ai manifestanti portuali di Trieste, come monito alla popolazione: ecco cosa succede se non si è vaccinati, si voleva dimostrare. E sarà in parte anche vero, ma non si può omettere una lacuna del governo che i friulani stanno pagando a caro prezzo.
Il super green pass sarà valido in tutte le fasce di colore, bianca, gialla, arancione o rossa. Resta in zona bianca l’obbligo della mascherina solo al chiuso, mentre in zona gialla dovrà essere indossata anche all’aperto.