di Marzio Milord

In principio, per Silvio i grillini erano dei pulisci-cessi senza il 730; dall’altra, per i pentastellati, Silvio era il male assoluto della politica. Come si cambia per non morire, recitava una canzone.

Proviamo ad andare a fondo sulla questione; da nullafacenti, sinistroidi, post comunisti e ignoranti è la stessa logica a volere che il Movimento 5 Stelle fosse distante anni luce dalla politica e dalla persona di Silvio Berlusconi. Ovviamente, per motivi diversi, succede la stessa cosa per il Cavaliere nei confronti dei componenti del Movimento. C’è però una differenza: molti grillini davvero non facevano nulla prima di diventare parlamentari e sono stati miracolati da una piattaforma web, che poi nel tempo si è dimostrata non funzionare molto bene. Chi aveva un lavoro, mai avrebbe pensato di finire dalle stalle alle stelle, e qui c’è tutta l’ignoranza che ogni giorno i grillini dimostrano in parlamento. Silvio si è dimostrato uno statista, ha aziende che pagano le tasse in Italia, dà da vivere a centinaia di famiglia e migliaia di persone; molte anche grilline. Non dimentichiamoci che Di Battista e Di Maio pubblicano libri con la Mondadori: Silvio è una persona orribile all’occorrenza ma i suoi soldi non fanno mai schifo. Altra dimostrazione d’incoerenza e scelleratezza morale e politica.

Silvio, per avere più voti per andare al Colle, flirta con il Movimento, dice che il reddito di cittadinanza ha aiutato molte persone, che i grillini hanno espresso una politica discutibile ma da rispettare, e altre sparate buoniste. Fa bene? Fa male? Fa sicuramente il suo dovere, poiché salire al Quirinale per Silvio vorrebbe dire mandare a “quel paese” trent’anni di mala giustizia e ad andare a capo del CSM. Cosa non da poco per lui.