di Susanna Russo

Abbiamo incontrato nuovamente Silvia Sardone, europarlamentare Lega che, per il secondo mandato di seguito, siede a Palazzo Marino come Consigliere Comunale; a queste Amministrative è stato il candidato più votato del centrodestra a Milano.

Che significato ha avuto per lei essere il candidato più votato del centrodestra a Milano? Ora che si sono riaperte le porte di Palazzo Marino, come sono ripresi i lavori?

«Per me è stata un’emozione grandissima essere la più votata del centrodestra nella mia città, e sapere che tutte queste persone hanno scritto il mio nome sulla scheda mi riempie di gioia, ma anche di responsabilità. Sono consapevole che questo risultato è il frutto del lavoro di questi anni al fianco dei cittadini; sono sempre stata tra la gente per cercare di comprendere e risolvere i problemi dei milanesi che mi chiedevano aiuto, nonostante la completa indifferenza della Giunta Sala. L’inizio della nuova Giunta continua il deludente percorso del precedente mandato: tanta ideologia e poca attenzione alle vere esigenze dei milanesi, come ha dimostrato la recente delibera che finanzia per 3 milioni di euro l’inesistente integrazione dei rom.»

Come ha vissuto la sconfitta del centrodestra alle Amministrative e quanto pensa abbiano influito le varie inchieste portate alla luce in tempo di campagna elettorale?

«La sconfitta era prevedibile, purtroppo. Il nostro candidato sindaco è stato scelto troppo tardi e ha fatto fatica a farsi conoscere. Sono certa che avremmo potuto vincere e una soluzione, anche per il futuro, può essere scegliere attraverso le primarie. I servizi giornalistici non credo abbiano influito sul risultato, molti nostri elettori non sono andati a votare per colpa nostra, e non certo per delle fantomatiche inchieste che lasciano il tempo che trovano.»

Secondo gli ultimi sondaggi, il reddito di cittadinanza è poco apprezzato anche dai cittadini. Basteranno delle modifiche, tra cui controlli specifici e sanzioni dove necessario, per renderlo un provvedimento efficace?

«Il reddito di cittadinanza è un tema molto delicato. È vero che, alcuni italiani che ne hanno usufruito, ne avevano realmente bisogno, ma il sistema è, secondo me, fallimentare. L’Italia e gli italiani hanno bisogno di nuovi posti di lavoro, di investimenti per i giovani e della diminuzione dell’IVA, e non di strumenti di assistenzialismo che poi, nei fatti, non funzionano, o vanno ai furbetti, come testimoniato da numerose inchieste. E’ mancata completamente la parte di accompagnamento alla ricerca di un posto di lavoro. Parte di quei soldi sarebbero molto più utili per tagliare le tasse, o aiutare, per esempio, i disabili.»


Si sta battendo duramente per contrastare le occupazioni abusive di abitazioni private. Come si è arrivati
alla deriva ben rappresentata dalla storia vissuta dal signor Ennio a Roma, e come si deve agire ora per tentare di risolvere, o almeno contenere, la situazione?

«A questa deriva si è arrivati grazie al buonismo della sinistra e a leggi sulle occupazioni completamente sbagliate. Ormai in Italia vi è la certezza che, se si occupa una casa, e si porta un minore, non si può essere sfrattati, ed i proprietari dell’immobile non vengono tutelati in alcun modo. Conosco molti anziani delle periferie milanesi che non escono di casa nemmeno per andare dal dottore, perché hanno paura che qualcuno gliela porti via, questo secondo voi è normale? Ora chiediamo che il disegno di legge presentato dalla Lega venga discusso e approvato, in modo che le persone a cui occupano l’abitazione possano recarsi alla polizia ed, entro 48 ore, riescano a tornare a casa. La proposta di legge prevede aumenti di pena nel caso in cui entro 48 ore non venga rilasciato l’alloggio occupato e nel caso in cui il proprietario, o l’affittuario, abbiano più di 65 anni, siano disabili o affetti da gravi patologie.»

È una fervida tifosa interista: come valuta la realizzazione del nuovo Stadio e l’opposizione di alcuni colleghi del centrodestra?

«Lo stadio nuovo credo sia un’opportunità per Milano e per i suoi cittadini, oltre che ovviamente per i tifosi interisti e milanisti. Lo stadio Meazza ha fatto la storia della nostra città, e vorrei che una parte di esso rimanesse come simbolo o monumento, ma ora bisogna fare un passo verso il futuro ed avere un nuovo impianto all’avanguardia.»

Negli ultimi giorni si è tanto discusso di una possibile candidatura di Fedez alle prossime Politiche, qual è la sua opinione in merito?

«Nel frattempo è emerso che fosse una “fake news” per lanciare il suo nuovo album; io comunque non avrei problemi se si candidasse, sarebbero poi i cittadini a scegliere, come è sempre stato.»