di Abbatino

La guerra di aggressione lanciata da Putin sta destabilizzando l’Europa, non solo l’Ucraina. In pochi giorni l’avanzata è stata fermata, o forse anche il nuovo zar/Stalin russo ha deciso di non pigiare troppo sull’acceleratore. I negoziati appena dopo pochi giorni testimoniano che ci sono spiragli per fermare questo inutile bagno di sangue e riprendere un cammino di dialogo prima della guerra totale. In Italia, come in altre realtà europee, si susseguono manifestazioni di solidarietà per il popolo ucraino aggredito, le piazze rispondono bene come presenza e come reale vicinanza all’Ucraina. Accanto al solito armamentario di bandiere della pace e ucraine, spiccano anche opinioni discordanti sulle responsabilità della guerra. La “sinistra sinistra” ancora intravede la patria russa come la culla del comunismo, e non va lesinando invettive contro la NATO. L’ANPI non perde mai l’occasione per ribadire che le responsabilità sono anche degli Stati Uniti e dell’Occidente, come se ad Oriente ancora sorgesse il sole dell’avvenire. Ma anche all’estrema destra non mancano gli amici di Putin, che con più o meno le stesse motivazioni imputano alla NATO colpe che potrebbero giustificare un’aggressione. La politica tutta, da Fratelli d’Italia al PD, è unita contro la guerra, però chiaramente a favore dell’Ucraina, stato sovrano invaso dalle truppe russe. È forse la prima volta che tutto l’arco costituzionale è unito. Non mancano fasce marginali e distinguo, ma per fortuna, di fronte alla guerra, si conosce almeno quale sia il fiume e su quale sponda stare.