di Daniela Buonocore

Una vera e propria tragedia quella accaduta a Ravanusa, nell’Agrigentino. Quattro le palazzine crollate e tre sventrate. Oltre cento persone sfollate, con otto palazzine coinvolte, otto morti e due dispersi.
L’esplosione è avvenuta il 12 dicembre per una fuga di gas che ha portato alla distruzione totale di quattro palazzine. Ad ora il bilancio ufficiale delle vittime sale a quattro. I corpi, rinvenuti dopo un’intera notte di scavi tra le macerie da parte dei Vigili del Fuoco, sono quelli di Selene Pagliariello, (un’infermiera al nono mese di gravidanza), insieme a quello di suo marito Giuseppe Carmina e del suocero Angelo Carmina. Il quarto resta in attesa di identificazione ufficiale, ma dovrebbe essere di Carmela Scibetta, ovvero la moglie del professore Pietro Carmina, di cui il corpo è stato recuperato insieme a quello di Enza Zagarria, moglie di Angelo Carmina. Si cerca anche Gioacchina Calogera Minacori, quest’ultima  moglie di Calogero Carmina e madre di Giuseppe Carmina, che sono gli ultimi due dispersi ancora non ritrovati dai vigili del fuoco, che ovviamente non hanno fermato le ricerche.
I corpi sono stati recuperati tutti nello stesso punto, corrispondente a quello del terzo piano di uno dei quattro palazzi crollati in seguito all’esplosione, individuati dai Vigili del Fuoco sotto una montagna di calcinacci e ferro, erano già morti al momento del ritrovamento, gli unici sopravvissuti sono due donne, Giuseppina Montana e Rosa Carmina estratte entrambe dalle macerie nella tarda serata di sabato.
I Vigili del Fuoco hanno ribadito che le operazioni di ricerca non si fermeranno fin quando non saranno stati recuperati tutti i corpi dispersi, per poi passare e quella che sarà la rimozione delle macerie per arrivare ad individuare il punto esatto in cui c’è stata la rottura della tubatura che ha procurato la strage. Questa sarà ovviamente una fase che si aprirà con un immediato sopralluogo di magistrati ed investigatori come primo passo d’inchiesta per individuare eventuali responsabili di questa enorme tragedia. É necessario sottolineare, e non dimenticare che, come accertato dai carabinieri, cinque giorni prima della strage di Ravanusa, presso l’impianto della rete di metano, che non aveva evidenziato alcuna criticità, fu eseguito un intervento da parte della manutenzione ordinaria. Spetta ora alla magistratura acquisire il verbale di intervento per verificare chi abbia materialmente eseguito il collaudo e se questo abbia svolto a dovere le manutenzioni.
Il sindaco, Carmelo D’Angelo, è intervenuto  personalmente per ringraziare le forze dell’ordine e i volontari provenienti da tutta la provincia, anche per il loro incessante e tempestivo lavoro. Ha inoltre evidenziato che la zona colpita dall’esplosione era stata già precedentemente interessata da una frana.
“Questo ovviamente non è un punto da trattare nell’immediato”, ha sottolineato il primo cittadino; “per ora conta solo salvare quante più vite possibili e recuperare i dispersi, ma tutto ciò non passerà inosservato”.
A far sentire la sua presenza ai cittadini agrigentini, c’e anche il Presidente della Repubblica, che durante la conferenza stampa del sindaco Carmelo D’Angelo, volta a fare il punto sul crollo della palazzina, ha espresso la sua solidarietà trasmettendo la vicinanza delle istituzioni e il cordoglio per le vittime. “ Vi siamo vicini, non vi lasciamo soli”, ha concluso il presidente Mattarella.