di Gabriele Rizza

I suoi occhi non vedono quello che vedo io”, così Roberto Saviano marca la differenza tra sé e chi ostacola il suo modo di vedere il mondo, questa volta rivolgendosi a Giorgia Meloni, leader di FdI. In una lunga intervista monologo – come ormai è abituato lo scrittore di Gomorra, viziato dalla TV mainstream –  concessa al programma di La7, Piazzapulita, Saviano non usa mezzi termini contro Salvini e Meloni: “Io sono ben felice di essere contro. Lo sarò sempre verso questo tipo di partiti e di persone. La mia è una campagna d’odio? Lo sia! Lo sia, contro questo tipo di politici!. Tutto gira intorno all’argomento immigrazione. Secondo la visione del mondo del “predicatore” del terzo millennio, mettere in dubbio il sistema di immigrazione di massa, basato su traversate della morte, trafficanti di essere umani e sfruttamento dell’occidente delle risorse dei paesi africani, significa non essere democratici: “Nessuna democrazia accetterebbe questo modo di aggredire gli immigrati”, probabilmente Saviano non è a conoscenza del retroterra politico dei paesi del Nord Europa e, soprattutto, da buon eterno adolescente della politica (e forse un ragazzo del liceo sarebbe più maturo di lui), non conosce la differenza tra l’istigazione all’odio e la libertà di espressione, perché per lui chiunque mette in dubbio certi argomenti non lo fa con onestà umana e politica, ma solo per soffiare sull’ignoranza e le paure della persone, creando così tensione e autoritarismo. Questa è la visione di Saviano. Né più, né meno. Giorgia Meloni sarebbe solo una sciacalla del potere. Certo, non sono mancati modi burberi di affrontare l’argomento, come le dirette di Salvini al parco mentre riprende un africano che urina tra le siepi in pieno giorno. Ma siamo solo nel campo dell’immaturità, due lati della medaglia di un semplicismo ideale e logico ormai culturalmente dominante in Italia. Vale per Saviano, come per il Salvini di qualche anno fa. Nessuno però della Lega e di FdI si è mai permesso di dare patenti di democrazia.
Eppure, se gli occhi di Saviano vedono altro, forse milioni e milioni di italiani non vedono le sue stesse cose. Non lo vedono nelle periferie, all’apertura di una bolletta dell’elettricità, nelle scuole fatiscenti, al pagamento delle tasse, tutti temi mai cari alla sinistra liberal, perché richiedono troppo coraggio e non bucano sui social. Non lo vedono gli italiani, e forse non lo vedono i palestinesi, sequestrati nel loro lembo di terra da Israele, ma dimenticati da Saviano, visto che sui social non ha mai nascosto l’appoggio incondizionato ad Israele. Dovremmo forse dargli del dittatore per questo? Semplicemente, ha la sua idea. Ma preso dalle sua masturbazioni intellettuali, compulsive, non ci arriverà mai.