di Gabriele Rizza

José Mourinho lo chiamava il “rumore dei nemici”, l’Italia può chiamare rumore degli amici le voci che arrivano dalle stanze di Bruxelles. La pandemia pare economicamente alle spalle, nonostante la decisione di prolungare di un altro anno la sospensione del patto di stabilità, più per realismo che per impostazione politica, perché allo stato attuale nessuno dei Paesi più virtuosi dell’UE passerebbe l’esame finché il rimbalzo del PIL post- aperture non toccherà il punto più in alto. Però i cosiddetti PIGS (Italia, Spagna, Portogallo e Grecia) non devono considerare il debito e il deficit consentito come un “liberi tutti”, parola del vicepresidente della Commissione Ue Valdis Dombrovskis. Insomma, nessun nuovo corso. Il rumore degli amici arriva anche da chi non te lo aspetti, come il connazionale Paolo Gentiloni: “Troppi sostegni, è il momento di stringere. Guerra non giustifica aiuti come in pandemia”. Parole che ti aspetteresti dal primo ministro olandese, da un falco tedesco, un finlandese, persino da un russo, ma non da un ex Premier italiano mentre il suo paese è insieme alla Germania il paese più colpito dalle conseguenze economiche della guerra in Ucraina e dalle sanzioni alla Russia: caro energia, prezzi dei beni di prima necessità in crescita vertiginosa, inflazione sopra il 6% come non accadeva dal 1990. Bisogna stringere in servizi e sussidi per la popolazione, ma non nella spesa militare passata dall’1,4% del proprio PIL al 2%, ossia da 26 a 38 miliardi. Lasciamo chiudere piccole imprese, negozi e botteghe, però possiamo inviare armi che causano morte e distruzione di queste stesse attività in Ucraina. La guerra la dichiarano i ricchi ma la combattono i poveri.
In Ucraina si distruggono le case, in Italia le tassiamo. Scorre nei telegiornali come sottotitoli di un film thriller la frase “aggiornare i valori catastali agli attuali valori di mercato”, mentre le voci di Gentiloni, Dombrvskis e Letta dichiarano che non si tratterà di nuove tasse. Eppure, la stessa UE fa sapere che i fondi del Pnrr si potranno spendere a certe condizioni, come la riforma del fisco, il taglio della spesa corrente a favore della riduzione delle tasse sul lavoro, tantissimi euro che da qualche parte andranno recuperati. Non esiste bancomat migliore in Italia della casa, il Paese con la più alta percentuale di case di proprietà rispetto alla popolazione. Casa di proprietà che durante la stagione dei lockdown ha rappresentato la salvezza per milioni e milioni di italiani senza reddito – e senza aiuti da quello Stato che adesso vorrebbe aumentare le tasse su questo bene – che non avrebbero avuto modo di pagare un affitto.