di Martina Grandori

In occasione dell’inaugurazione della Scuola di Alta Formazione in Transizione Ecologica, pochi giorni fa a Palazzo Giustiniani a Roma, si è ritornati a parlare di è strategia nell’ottica della rivoluzione sostenibile, di un nuovo business che diventerà sempre più importante per l ́economia del Paese. Un ciclo di quattro lezioni rivolte a tutti i professionisti – da manager e dirigenti, fino ad amministratori, tecnici, consulenti od operatori – impegnati in quell’innovazione che guarda alla transizione ecologica, all’economia circolare. Fulcro di questa prima lezione partire dall’ambiente, da questo sconfinato patrimonio di cui l’Italia è fra i primatisti al mondo, per intraprendere una rivoluzione culturale ed economica. Un nuovo ambientalismo ragionevole e al passo con i tempi, concreto, perché l’ambiente non è qualcosa di astratto, quando si parla di ambiente ora, si intende di tutto. Le autostrade, la TAV, la tecnologia, internet, ma anche i siti archeologici, i borghi, le botteghe storiche, le tradizioni culinarie, i boschi o gli uliveti. Oggi per il filosofo e professore universitario, nonché presidente di FareAmbiente, Vincenzo Pepe, “l’ambiente più che mail siamo noi, l’ambiente lo facciamo noi, oggi l’ambiente è un unicum con la società, nel bene e nel male”. Dopo il primo lockdown il rapporto uomo natura è mutato, per molti è stato un riscoprire e riavvicinarsi all’ambiente e questa direzione ha e sta influendo molto sul mondo del lavoro. In merito a ciò il manager Massimiliano Buonocore, referente per la Lombardia di FareAmbiente, ci racconta in questa intervista il suo punto di vista. “Ho conosciuto Vincenzo Pepe ad un convegno, apprezzavo molto quel suo saper parlare di ambientalismo in maniera concreta, non dogmatica. Da qui l’idea di collaborare, fino a concepire insieme la Scuola di Alta Formazione in Transizione Ecologica”. La cosa che più ha convinto Massimiliano Buonocore nel salpare su questa nave, il trinomio cultura-ambiente-formazione, lui da manager nel campo informatico ha quotidianamente sottocchio il processo di transizione di molte aziende verso la circolarità, e l’economia circolare è sicuramente un’espressione anche di cultura e sapere. La sfida per i giovani è l’occupazione, l’obbiettivo più rilevante della NextGeneration EU è investire sulle nuove generazioni, e un ciclo di apprendimento come questo può essere un solido punto di partenza. “Nel 2021 c’è ancora poca formazione per chi vuole imparare a gestire, ad amministrare l’ambiente. Il riscatto economico di piccole realtà oggi è possibile, la tutela ambientale è il futuro, è il nuovo modello di sviluppo economico-culturale, la grande opportunità di riscatto su cui io personalmente credo moltissimo” spiega  Massimiliano Buonocore.