di Gabriele Rizza

La conferenza stampa del 23 dicembre tenuta dal ministro della Salute Roberto Speranza (unico rappresentante del governo), dal coordinatore del Cts Franco Locatelli e dal portavoce del Cts Silvio Brusaferro, ha illustrato le nuove armi per fronteggiare l’avanzata del covid, che proprio ieri ha raggiunto un record di positivi, a fronte però di quasi un milione di tamponi e con una situazione sanitaria ancora ampiamente gestibile. Le nuove armi del governo Draghi sono più che coerenti con le decisioni prese fino ad ora, nessun cambio di rotta nella filosofia delle misure: salvaguardare le attività economiche e nuova stretta sui non vaccinati.
Di fatto, il super green pass o green pass rafforzato, decide ormai la vita sociale del cittadino. Se non sei vaccinato resta solo la possibilità di andare a lavoro con il green pass base, altrimenti sei escluso da ogni forma di socialità, anche dal consumo di un caffè al bancone del bar. Nel governo qualcuno spingeva pure per una stretta ancora più decisa, introducendo l’obbligo vaccinale anche per i dipendenti della pubblica amministrazione, scelta per ora rimandata; mentre c’è chi (finalmente), come Giorgetti della Lega, si è posto anche il problema della confusione generata dalla presenza dei virologi in TV dopo i fiaschi delle previsioni sempre smentite che possono essere più un danno che un bene per la fiducia della popolazione verso la scienza.
Per il resto, le strette sono strette fino ad un certo punto. Resta in piedi la filosofia di salvaguardare la vita sociale dei vaccinati, senza per ora far troppa differenza tra la seconda e la terza dose, ma imponendo a partire dal 1 febbraio una nuova sorta di obbligo vaccinale: a partire da quella data, la validità del green pass scenderà da nove a sei mesi, con la possibilità di fare la terza dose a distanza di quattro mesi della seconda. Da sei a cinque, fino a quattro mesi nel giro di una manciata di settimane: non si dia la colpa al cittadino impaurito se queste decisioni possono apparire più di contingenza che di scienza.