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MILANO VIOLENTA. Tutti i crimini in città. 1 maggio 2014

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Tentata truffa ai danni di una anziana residente in via Legioni Romane: un falso nipote la chiama e la manda a prelevare 4500 euro per un incidente, l’impiegato di banca si insospettisce e chiama la figlia che smaschera l’inganno. Sentita dagli agenti poi intervenuti la vittima, 77enne, ha raccontato che attorno alle 15.30 era stata contattata al telefono da un uomo che aveva detto di essere il nipote, di aver avuto un incidente e di avere bisogno da lei 4500 euro. Per questo l’anziana era subito uscita per prelevare la cifra indicata, ma l’addetto in banca si è insospettito vedendo la cifra anomala e l’agitazione della anziana e, prima di procedere, ha preferito avvisare la figlia. 

Arrestati per rapina in strada un 36enne e un 28enne entrambi italiani in viale Monza. I due aggressori alle 3.30 di stamani all’angolo con via dei Transiti hanno raggiunto un 36enne del Gambia cercando di strappargli di mano il telefono. L’uomo ha cercato di resistere, i due lo hanno strattonato e intervenuti i carabinieri sono finiti in manette dopo un breve inseguimento. I due italiani, entrambi con qualche precedente, sono stati arrestati per rapina. 

Arrestati due albanesi di 28 e 27 anni per detenzione e spaccio di stupefacenti e spendita di denaro falso, ieri alle 15, in seguito ad un controllo di una Smart sospetta in viale Monza. Il più anziano, I.B, sorpreso a bordo dell’auto intestata ad una prestanome, è irregolare e incensurato; mentre è regolare ma con precedenti, coinquilino e socio in affari di spaccio, E.M. Entrambi sono stati arrestati, trovati in possesso di oltre 60 grammi di cocaina, 3270 euro in contanti e 40 euro false nascosti in un appartamento di via Petrocchi.
L’operazione è iniziata con il controllo di una Smart sospetta attorno alle 15 in viale Monza, diretta verso Loreto: gli agenti a bordo vi hanno trovato il 28enne albanese privo di documenti, l’auto era invece intestata di una 30enne italiana che, contattata, non era al corrente di possederla. Sull’auto vi era anche il suo documento di identità, smarrito a febbraio del 2014. Dalla perquisizione domiciliare effettuata presso una abitazione di via Petrocchi dove l’albanese sosteneva di vivere solo, è stato sorpreso il suo compagno di affari intento a sniffare una dose di cocaina. Nascosti nelle stanze sono stati rilevati poi 2 sacchetti contenenti cocaina, uno 53 grammi, l’altro 8, bilancini di precisione, taglierini e accessori per il confezionamento di dosi da vendere. Trovato anche denaro in contanti, 3270 euro in banconote di vario taglio divise in due mazzette da 1020 e 2250, e 40 euro false, in due banconote da 20. I due albanesi sono stati arrestati con l’accusa di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti e spendita di banconote false, il 28enne è stato anche denunciato perché irregolare in Italia.

Arrestato ieri alle 12.30 in piazza Duomo un 27enne italiano, M.G.V. , risultato destinatario di un ordine di arresto per reati contro il patrimonio: il giovane deve scontare 3 anni e 5 mesi. Durante un normale giro la volante in servizio ha controllato il 27enne che si trovava in piazza con un atteggiamento sospetto, agitandosi all’avvicinarsi degli agenti. A carico del giovane, residente in provincia di Taranto, è risultato un ordine di carcerazione emesso dai carabinieri di Morciano di Romagna (Rimini) relarivo ad una pena di 3 anni e 5 mesi per reati contro il patrimonio e il 27enne è stato arrestato. 

Arrestati per sequestro di persona ai fini di estorsione 3 egiziani e un marocchino che avevano rapito 4 minori egiziani in un appartamento in provincia di Latina chiedendo al fratello di uno di loro, oltre 3mila euro. Gli egiziani hanno 22, 26 e 28 anni, il marocchino 41, i 4 sequestrati hanno tutti 17 anni e sono tutti di nazionalità egiziana e profughi. 
A procedere con l’arresto gli agenti del commissariato Garibaldi in collaborazione con la squadra mobile di Latina: le forze di polizia negli scorsi giorni hanno fatto irruzione nel’appartamento dove erano tenuti i quattro giovani in seguito alla segnalazione del fratello di uno di loro, maggiorenne egiziano e residente nel milanese. L’uomo era stato interpellato dalla banda di sequestratori con la richiesta di mille euro. Consegnata la cifra richiesta inizialmente, i 4 arrestati avevano proseguito domandando altri 2mila euro e l’egiziano ha deciso di rivolgersi alla polizia. Ulteriori particolari dell’arresto verranno forniti in una conferenza stampa convocata in questura alle ore 11.

Arrestati il 28 aprile dai militari della compagnia Monforte per sequestro di persona due fratelli algerini con cittadinanza francese, di 28 e 26 anni: la vittima, 22enne, anche lei algerina, sarebbe la moglie del maggiore dei due. Dopo un anno di matrimonio il 28enne a quanto ricostruito dagli inquirenti, avrebbe cominciato a picchiare la giovane che si era poi rifugiata dalla madre. Al tempo la coppia risiedeva ad Algeri, per 3 o 4 volte la moglie era fuggita per poi essere recuperata dal marito, fino alla fuga definitiva in Italia , presso una amica italiana conosciuta durante una vacanza a Lione. Il marito è riuscito a rintracciare in poco tempo la moglie fuggitiva organizzando con il proprio fratello 26enne il rapimento, programmato per il 21 aprile. La giovane quel giorno è stata quindi aggredita in via Luigi Ornato: i due algerini l’hanno bloccata e caricata in auto usciva mentre dall’abitazione del nuovo fidanzato, un 26enne del Gambia. Proprio il giovane africano, assieme all’amica della vittima, hanno allertato le forze dell’ordine, i carabinieri dopo alcuni giorni di indagini hanno identificato la presenza del cellulare della vittima in zona Stazione Centrale e hanno concentrato le ricerche nelle vie attigue. Nei pressi di una panchina vicino alla stazione i carabinieri della compagnia Monforte hanno notato una ragazza trattenuta da due uomini e, insospettiti, sono intervenuti arrestando i due in flagranza di reato per sequestro di persona. In una valigia la 22enne aveva dei biglietti per Lione, i suoi documenti erano però in ostaggio nelle mani del cognato. 

La Critica

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