di Roberto Donghi

Si è aperta ieri la conferenza programmatica di Fratelli d’Italia a Milano, presso il MiCo.
Una convention, quella che si è tenuta nel centro congressi più grande d’Europa. in stile americano, con il palco al centro, circondato dal pubblico e con numerosi effetti di luce.
Tanti gli ospiti illustri del panorama partitico, giornalistico e politico italiano, a partire dal sindaco di Milano Giuseppe Sala, che ha portato i saluti della città ma anche diversi spunti di riflessione sul significato di “conservatorismo”, ai presidenti di regione Attilio Fontana, Francesco Acquaroli, Marco Marsilio e Nello Musumeci, il quale ha simbolicamente offerto a Giorgia Meloni le “chiavi” della sua lista regionale Diventerà bellissima.
Prima sul palco la Sen. Daniela Santanché, coordinatrice regionale FdI della Lombardia, che ha aperto la conferenza ricordando il ruolo economico della città meneghina tra gli applausi e l’entusiasmo dei partecipanti.
Sono infatti più di 4mila i militanti, eletti e simpatizzanti accorsi da tutta Italia per partecipare alla conferenza ed ai tavoli programmatici che si terranno nei prossimi giorni.
Tra tutti gli interventi, il più atteso è stato ovviamente quello della presidente Giorgia Meloni.
“Non sarà una relazione breve” ha esordito la leader e così è stato: più di 70minuti di discorso incentrato non su temi di semplice attualità politica, bensì su tantissimi punti programmatici necessari a tracciare definitivamente la rotta che Fratelli d’Italia intende intraprendere in questo anno che separa l’Italia dall’appuntamento elettorale, necessari per essere i primi “in mezzo a una tempesta a indicare la rotta”.
In primis con “la madre di tutte le riforme”, il presidenzialismo su modello francese in difesa del quale ha attaccato il partito democratico “Il Pd non che questa riforma non funziona perchè uno va al governo con il 25%: loro ci stanno da 5 anni con il 18%”.
Senza mai perdersi o saltare un punto, Giorgia Meloni ha snocciolato in pieno i tanti aspetti necessari per divenire forza di governo. Dalla questione dell’approvvigionamento energetico, per la quale è assurdo importare senza “trivellare al largo delle nostre coste adriatiche”, alla guerra in Ucraina, assumendo in pieno le parti di un popolo impegnato nella difesa della Patria, “la prima delle madri” e ancora sulla politica estera citando il presidente americano Biden al quale ha detto che “non saremo i muli da soma dell’Occidente: noi pagheremo un prezzo superiore alla crisi, serve un fondo di compensazione” esortando inoltre l’Italia ad aumentare la propria spesa militare per essere più capace nella difesa della propria libertà e per rendersi “alleato” e non “suddito” di altri.
Parole importanti anche per il rilancio del Made in Italy, definita “la cosa più bella che abbiamo e che tutti ci invidiano”svenduto mentre il mondo voleva comprarlo.
Molti spunti e molti temi che verranno affrontati ancor più nel dettaglio nei numerosi tavoli tematici che si terranno nella giornata odierna (sabato) i cui lavori termineranno domenica alle 12 quando Giorgia Meloni tornerà sul palco per la relazione conclusiva.