di Giorgia Scataggia

“In Gran Bretagna 40.000 contagi al giorno, da noi 3000: l’Italia non ha commesso l’errore di riaprire tutto con pochi vaccinati. Questi dati dovrebbero convincere chi è scettico”.
Oltre 40.000 casi al giorno in Gran Bretagna, tra i 2000 ed 3000 in Italia: una differenza nettissima, egregiamente illustrata da Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova: “c’è stata una strategia diversa; la nostra ha pagato, quella inglese, con buona pace dei no Green Pass, che la consideravano il modello per tutti, no. Mi ricordo chi, a Luglio, portava come esempio l’Inghilterra, dicendo che non stava accadendo nulla nonostante avessero riaperto tutto. La verità è che hanno aperto troppo presto, con una percentuale di vaccinati molto inferiore a quella che hanno in questo momento. Noi, invece, abbiamo fatto riaperture graduali, seguendo il progresso della campagna vaccinale, e mantenendo alcune misure di prudenza”.
“Mi sono anche un pò stancato di parlare degli altri Paesi” ha aggiunto il medico. “L’altro giorno Israele ha fatto zero morti, ma non ne parla nessuno, citiamo gli altri solo quando le cose peggiorano. Ma noi non siamo la Gran Bretagna. Abbiamo fatto tanti errori, soprattutto all’inizio, ma devo dire che da quando è decollata la campagna vaccinale è stata una cavalcata, come quando un allenatore prende una squadra a centro classifica e poi non la ferma nessuno e va a vincere lo scudetto con distacco”.
Il leggero incremento dei casi, secondo Bassetti, non sarebbe quindi preoccupante: “Il numero di contagi lascia il tempo che trova, perchè da 4 o 5 giorni abbiamo assistito al boom dei tamponi: se prima se ne facevano 200mila ed ora mezzo milione, è chiaro che qualche caso in più lo trovi. Come facciamo a seguire un trend se prima, ad esempio, nel weekend si facevano pochissimi tamponi e ora se ne fanno di più che nei giorni feriali, perchè chi li fa vuole andare il Lunedì in ufficio? Meglio guardare i ricoveri, i casi gravi ed i decessi, che sono in continua decrescita dai primi di settembre.
Se continuiamo così, ed io penso di sì, e se raggiungiamo il 90% di immuni entro tre mesi, cosa possibile se aggiungiamo ai vaccinati il numero dei guariti, penso che per la fine di Dicembre con la scadenza dello stato di emergenza potremo tornare alla normalità, togliendo gran parte delle restrizioni di questi mesi”.