di Susanna Russo

 Figlia di Claudio Villa, debutta nel 1990, durante la trasmissione Piacere Rai Uno, da allora è ospite a diverse trasmissioni, tra cui Domenica In, Occhio al biglietto, Fininvest Tangent instinct e Saluti e baci. Nel 1992 pubblica il suo primo album, Un concerto italiano, e nel 1994 partecipa al Festival di Sanremo con il gruppo Squadra Italia, con cui, subito dopo, realizza un lungo tour mondiale. Nel 2002 vince il concorso musicale Viva Napoli, condotto da Mike Buongiorno e nello stesso anno entra nel cast di Casa Rai Uno, presentato da Massimo Giletti. Nel 2007 pubblica il libro L’obbligo del silenzio e successivamente vince la 5^ edizione de L’Isola dei Famosi. 

Nel novembre 2008 ha debuttato a teatro, nella commedia di Sandro Mayer, Un amore grande grande. Attualmente sta portando avanti il suo impegno politico nella Lista Civica di Michetti.

Si è sempre dedicata a musica e spettacolo, che cosa la spinge ora ad intraprendere un percorso politico?

«Quello che è sempre emerso di me sono le cosa più ovvie: la musica e lo spettacolo, ma spesso ci si sorprende quando un artista si dedica anche al sociale. Io l’ho sempre fatto. Ritengo che la politica debba essere per la gente, non solo per i politici. Io sono la gente.»

 

Che cosa la porta a riconoscersi nei principi ed obbiettivi che stanno alla base della Lista Civica di Michetti?

«L’idea che porta avanti anche il professore: spazio alle persone che possano essere costruttive per il bene della città, indipendentemente dall’appartenenza, ammesso che oggi c’è ne sia.»

 

Quali ritiene siano la priorità da perseguire nella gestione amministrativa della capitale?

«La propria città deve essere un luogo dove vivere bene, con serenità, non un luogo da cui scappare. Devono essere garantiti pulizia, sicurezza e lavoro. Il cittadino deve sentirsi sicuro, non in balia di chiunque. L’elenco è lungo ma con la passione giusta e l’interesse mirato verso la gente si possono e si devono fare tante cose

 

Quali pensa siano state gli errori e le mancanze dell’Amministrazione appena volta al termine?

 «Non mi piace entrare in polemica parlando dell’altra amministrazione. Ognuno, credo, ha fatto quello che poteva, anche se spesso non fino in fondo, ma noi guardiamo al futuro e vorremmo avere la possibilità di concretizzare tante opere sospese, o mai pensate, mirate a dare lustro alla città e ai suoi cittadini.»

 

Ha un progetto di rinascita per arte e musica, in cosa consiste e come pensa di portarlo avanti?

«Vorrei aiutare in primis tutti quei ragazzi che, a causa delle difficoltà economiche, non riescono ad inserirsi in un contesto creativo, come ad esempio una scuola di musica danza, etc. Riaprire i teatri di quartiere, creando così centri di aggregazione dove si abbattano bullismo ed emarginazione. Sostenere la musica popolare romana e dare vita alle orchestre di quartiere. L’arte come supporto per tutti, e non solo per chi se lo può permettere.»

 

Passiamo al suo lato artistico: quali sono i suoi prossimi progetti? Riuscirà a far coesistere i suoi impegni legati all’ambito artistico con quelli politici?

 «I miei progetti  nascono sempre da esigenze di tipo espressivo. Sono sicura che ancora una volta, mettendomi pienamente in gioco, riuscirò a trovare spunto per nuove creazioni.»

 

Provando ad andare oltre tutte le questioni più formali, soprattutto legali: quanto l’arte di suo padre influenza ed è presente nella sua?

«Influenza le persone, ma non me. Io vivo di emozioni e cerco di regalarle. Quando riesci a fare questo, hai vinto.»