di Veronica Graf

 

Un’innovazione che davvero potrebbe fare la differenza, evitando che 9 milioni di tonnellate di cibo finiscano nelle pattumiera degli europei, a causa dell’errata interpretazione dell’etichetta di scadenza. Un problema sia economico che etico e con un impatto ambientale pari a 22 milioni di tonnellate di anidride carbonica immesse nell’atmosfera. Per contribuire a risolvere il problema, l’app Too Good To Go lancia in Italia la campagna di sensibilizzazione legata all’etichetta consapevole.

La prima informazione che deve essere chiara ai consumatori è che solo i cibi con la dicitura “da consumare entro il” non devono essere ingeriti dopo la data di scadenza, pena il rischio per la salute. Invece la dicitura “da consumarsi preferibilmente entro” (termine minimo di conservazione) indica una stima del produttore sul periodo di migliore qualità del prodotto. Superata questa indicazione, non significa che il prodotto costituisca un rischio per la nostra salute: per questo basta affidarsi al buon senso della nostra bocca o del nostro naso e l’etichetta consapevole conterrà la dicitura esplicita “spesso buono oltre. Osserva. Annusa. Assaggia”, invitando così il consumatore a fare una scelta in base alle qualità del cibo (gusto, aroma, fragranza ecc). 

Una distinzione importante, che vale il 10% dello spreco alimentare, e che non è conosciuta purtroppo dal 67% degli italiani, secondo quanto riporta un’indagine di Altroconsumo. Il primo marchio ad aver adottato in Italia questa etichetta da febbraio è con la passata di pomodoro di “Chi è il padrone? La Marca del Consumatore”, progetto di Carrefour che da’ ai consumatori la possibilità di crearsi prodotti con le caratteristiche desiderate. “Facendo chiarezza sull’etichetta possiamo contribuire a ridurre gli 1,6 miliardi di tonnellate di cibo che vengono sprecate ogni anno (dati Fao). Con l’etichetta consapevole noi abbiamo avuto ottimi riscontri ed estenderemo l’iniziativa alla pasta, all’olio e a tutti i prodotti in cui sarà possibile” spiega Enzo Di Rosa, fondatore per l’Italia del movimento di consumatori nato in Francia che promuove l’equità nella filiera e che in Italia ha raggiunto una community di 400 soci e 10mila sostenitori.

In questi giorni si possono già trovare sugli scaffali dei negozi biologici di tutta Italia alcuni prodotti a marchio NaturaSì con l’indicazione del termine minimo di conservazione, oltre che referenze di Salumi Pasini e Wami, che riportano l’etichetta Consapevole. Altre aziende come Granarolo, Fruttagel, Bel Group, Gruppo VéGé, Raspini Salumi, Nestlé, Danone e Olio Raineri si sono impegnate ad aggiungere l’ulteriore specifica su alcuni loro prodotti nel corso del 2021. L’iniziativa anticipa di un anno la proposta di revisione del Regolamento Ue sul Date Marking (1169/2011), per migliorare e differenziare, in termini di impatto visivo, format e terminologia, le due indicazioni sull’etichetta. “Il 50% dello spreco alimentare è attribuibile all’interno delle mura domestiche” spiega il professor Arnaldo Dossena di Confconsumatori. La campagna dell’app danese – che è stata lanciata il 5 giugno in occasione della Giornata Mondiale per l’Ambiente – è già stata promossa in altri Paesi come Danimarca, Germania, Svizzera, Francia, Regno Unito, Spagna e Portogallo. “Il progetto Etichetta Consapevole, che si inserisce tra le azioni che stiamo portando avanti all’interno del Patto contro lo Spreco Alimentare lanciato a gennaio, è uno step importante, sia per il consumatore che per le aziende”, aggiunge Eugenio Sapora, country manager Italia dell’app che ha 38 milioni di utenti in 15 paesi e permette agli esercenti di proporre sul mercato a prezzi scontati il cibo rimasto invenduto e che altrimenti andrebbe purtroppo buttato nella spazzatura.