di Abbatino

L’inchiesta di Fanpage ha lasciato il segno. O meglio, ci prova. Forse ci riuscirà, o forse c’è riuscita? Perché uscire con un’inchiesta giornalistica simile a due giorni dalle elezioni, sa più di macchina del fango che non di ricerca della verità. Nonostante tutto, non ha poi inciso così profondamente sul risultato del voto. Nelle grandi e nelle medie città al voto ha vinto chi doveva vincere, ha perso chi doveva perdere. Poi ci sono i ballottaggi e questa è un’altra storia.
Ma davvero una simile inchiesta prodotta da Fanpage e diffusa tramite Piazza Pulita può incidere sulle elezioni? Quale l’obbiettivo? In primis chi fa giornalismo dovrebbe andare a cercare la verità, i fatti per come essi si presentano e, da quello che si vede dal filmato, ne esce malconcio l’On. Fidanza, ma solo dopo aver forzato la mano per portarlo dentro ad una vicenda dai lati ancori oscuri. Noi siamo il Paese che trent’anni fa mise in piedi Tangentopoli, soldi veri, processi veri e non inchieste con infiltrati che spingono la vittima per vedere fino a che punto si allunga la mano del singolo candidato. Neppure l’ipotesi di un fascismo e nazismo all’interno di FdI o della Lega può reggere, stante la natura più da macchietta che non di sostanza nella quale si potrebbero cimentare i malcapitati protagonisti. Anche perché se la vicenda vuole esaltare un ritorno al fascismo nei nostri anni, non sono credibili né l’autore né gli interpreti, più goliardia da bar che reale propensione all’apologia. Da non dimenticare che gli opposti estremismi, come li chiamava un tempo Amintore Fanfani, sono più che sepolti. Allora perché sbattere il mostro in prima pagina, come il noto film di Gian Maria Volonté, se poi non si dimostra la prova provata che i soldi sono stati presi in nero? Solo l’appellativo “camerata” in un contesto scherzoso può giustificare un infiltrato per tre anni? A caccia di cosa? Di battute goliardiche e sberleffi di cattivo gusto? Forse un po’ più di serietà e di verità, senza tranelli, aiuterebbero l’armonia e la verità, senza che si provi a sconvolgere l’urna, quella elettorale.