di Angelo Portale

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Nel suo principio la libertà ha una caratteristica veramente ambigua: il potere di rendere indifferente ciò che di per sé è tutt’altro che irrilevante. La sua illimitatezza e la sua arbitrarietà, senza nessun criterio impostogli dall’esterno, si manifestano nella tragica uguaglianza di possibilità per la scelta dell’essere o del non essere, del bene o del male. La libertà si trova a vivere questo conflitto interiore che è dovuto alla presenza dell’alternativa: l’inizio coincide con la scelta. Nell’atto stesso che inizia, si trova costretta a dover scegliere: essere o non essere? Ed è questa la possibilità di scelta che qualifica e rende illimitata la sua potenza. Il non-essere scartato ab aeterno da Dio, qualificato dalla scelta negativa umana, diventa distruzione. L’inerme non-essere-iniziale, ha ricevuto in-pegno l’impegno della libertà umana che lo ha scelto e, da mero nulla, si è convertito in distruzione: «[…] la negazione che la libertà fa di sé diventa distruzione, perché – ripeto – c’è di mezzo l’atto della liberà. Non essere (o negazione) + libertà (inizio, impeto, scelta) = nulla (distruzione, male). Il non essere più la scelta è il male». A questo punto è urgente fare alcune chiarificazioni.
Innanzitutto è da dire che parlare di libertà positiva e di libertà negativa non vuol dire che ci troviamo di fronte a due libertà. È sempre la stessa, e porta in sé la lacerazione e l’ambiguità della possibilità. E questo non significa che essa parta svantaggiata già dall’inizio, perché è proprio tale duplicità che la qualifica: la libertà è vera e reale solo in quanto c’è la possibilità della scelta contraria.
Secondo: il fatto che la prima scelta della libertà umana sia stata negativa, non vuol assolutamente dire che l’essere-perdente sia l’essenza della libertà umana. Questo dato è solo un dato di fatto, quanto si è verificato; ne prendiamo atto. La libertà dell’uomo ha preferito il male: «La prima scelta che l’uomo ha fatto è stata quella della libertà negativa, la libertà dell’uomo che sin dall’inizio si nega e si perverte». È un atto di libertà che si sopprime in quanto sceglie la negatività e quindi si autodistrugge. Un atto di libertà che si nega affermandosi e si afferma negandosi, ma pur sempre atto di libertà, di libertà negativa.
Terzo: le due possibilità contemplate dalla libertà e quindi la scelta di una delle due, così come di fatto è avvenuto, si sono realizzate storicamente, cioè realmente. Questo non significa che stiamo parlando di storia temporale alla maniera umana, perché ci riferiamo ad un atto originario, di cui possiamo solo prenderne atto osservandone gli effetti, di cui possiamo farne solo un racconto ricorrendo al mito. Si tratta di un evento storico, ma Meta-temporale. Tale evento è narrato nel libro della Genesi, dove lo troviamo narrato nell’unico modo in cui poteva essere detto e cioè tramite il mito. Ci riferiamo al racconto sul Peccato Originale.
Per Dio, l’alternativa, non era tra un bene e un male che preesistevano alla sua scelta. Quello che Egli ha scelto è bene e quello che non ha scelto è male e con l’uomo, con la sua scelta, queste due possibilità si sono manifestate secondo tutte le potenzialità che portavano in sé.

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