di Angelo Portale

Per Dio è da intendere dunque «la libertà originaria, la scelta originaria, l’origine, questo prender fuoco della fiamma della libertà» sul nulla, come irruzione e vittoria. Per parlare di questo inizio, possiamo usare espressioni tipo: “Dio prima di Dio” o “inizio eterno” e, con esse, indicare la vittoria di Dio sul nulla. In questo cominciamento assoluto, Dio ha fatto esperienza del nulla nell’atto di debellarlo, nell’atto di escluderlo eternamente. Se c’è una specificità di Dio, ma di quello biblico e non di quello filosofico, che è emersa in maniera esplicita da tutto quanto si è detto finora, è la sua identificazione con la libertà: Dio è libertà. Questa libertà assoluta, proprio perché assoluta, che si identifica con una volontà libera e suprema, è puro arbitrarismo!Se una affermazione del genere può sembrare banale, ma solo però ad una analisi superficiale, non lo è più se prospettassimo l’idea di un dio cattivo. Cosa sarebbe l’arbitrarismo nelle mani di una volontà cattiva? Il Dio biblico si è mostrato come Buono, ma ha vissuto il combattimento del non-essere! Dobbiamo ricordare l’esegesi di Esodo 3,14, a cui già abbiamo accennato sopra, due articoli fa, per gettare uno sguardo ancora più nitido sull’identificazione di Dio e libertà, di Dio e volontà. Vediamo cioè, questa assoluta signoria di Dio, non solo su ogni cosa, ma anche sulla sua esistenza e sulla propria essenza.
Da quanto emerge nei testi sembra proprio di sì e, quindi, anche in Dio, c’è stata l’alternativa: «Anche la positività originaria è in assoluto la scelta del bene al cospetto della possibile scelta del male», scelta che però si identifica senza residuo col superamento del male. In Dio si verifica quindi la stessa cosa che accade nella libertà umana cioè che senza alternativa non c’è scelta. Leggiamolo direttamente da Pareyson: «Senza alternativa non c’è scelta: anche la scelta assoluta s’è svolta in presenza della possibilità negativa, e solo da questo confronto risulta la positività della scelta compiuta. Senza la possibilità del male scartato e sconfitto la positività divina risultata dalla scelta non avrebbe lo splendore d’una fulgida vittoria, ma sarebbe tutt’al più una realtà oggettiva e massiccia, immobile e senza vita». sarebbe quel Dio dei filosofico che nulla ha che vedere con il Dio biblico.
Dio è contemporaneamente «realtà del bene e possibilità del male», possibilità che è diventata possibile solo dopo essere stata vinta. Dio, esistendo, rende reale il bene e possibile il male, impedendone di quest’ultimo la realtà ne rende possibile la possibilità.

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