di Martina Grandori

Una piccola rivoluzione culturale che parte dal  cambiare il concetto di acquisto e di possesso, oggi la maggior parte delle persone è sommersa da cose, oggetti, indumenti di cui, di fatto, non fa uso. Siamo a Bologna, in via Luigi Serra e qui ha aperto nel 2016 Leila Bologna, la biblioteca degli oggetti, del riuso. Non solo libri come nelle canoniche librerie ma un po’ di tutto, qui il messaggio è condividere oggetti valorizzandoli al massimo, risparmiando sui costi economici e ambientali dell’acquisto di prodotti che poi si usano poco o si buttano. E alimentando valori come la fiducia e il concetto di utilizzo rispetto a quello di possesso. “In fondo abbiamo bisogno di utilizzare, non di possedere” il loro claim quando si apre il sito, un modo di agire concretamente per supportare un’economia circolare del riuso, e, quindi, anche una forma di cultura anti-spreco, di aiutare l’ecologia perché noleggiando gli oggetti offerti da Leila si contribuisce a produrre meno oggetti che poi avrebbero un impatto ambientale al momento dello smaltimento. Qui si trova veramente di tutto, dalla bici pieghevole, alla chitarra elettrica alla saldatrice, al barbecue alla tenda da campeggio. Il progetto nasce a a Berlino nel 2011 con il nome di Leila-Berlin e in Austria, con il nome di Leila-Wien, a Bologna l’hanno portata Antonio Beraldi con l’aiuto di Francesca Giosa, la loro missione fin da subito è stata ridare valore ad oggetti che altrimenti starebbero in cantina e che invece ad altri occorrono, e che magari preferiscono avere per un tempo limitato perché ne hanno bisogno per poco. 

Per usufruire dei servizi di Leila bisogna tesserarsi con un costo annuale di 20 euro, dopodiché al secondo rinnovo diventano 15 euro e in concomitanza si mettono a disposizione degli iscritti dei propri oggetti che devono essere sempre in buone condizioni, la qualità dei prodotti che desideri trovare qui è direttamente proporzionale alla qualità degli articoli che si decide di mettere in condivisione. Nel progetto Leila, rientra anche BOtteghe, un laboratorio online fatto di video prodotti da artigiani, artisti, professionisti che mettono a disposizione il loro sapere per chi ha voglia di diventare autodidatta o semplicemente ha la curiosità verso il mestiere degli artigiani, figure professionali sempre più importanti per tramandare saperi e tradizioni. Nel progetto BOtteghe, rientra anche la possibilità di affittare la falegnameria per avviare propri workshop.

La sfida ora è portare questo format in tutte le biblioteche di quartiere, consentendo ai cittadini di usufruire dei prodotti praticamente a chilometro zero.