di Martina Grandori

Nel 2020 le strade che hanno utilizzato asfalti modificati con gomma riciclata da pneumatici fuori uso (PFU) sono aumentate del 63% rispetto al 2019 secondo i dati forniti da Ecopneus. Le previsioni di Ecopneus per il 2021 sono positive grazie all’entrata in vigore del nuovo decreto End of Waste che fornirà un importante supporto per aumentare la qualità dei materiali riciclati dai PFU. Un’innovazione nel settore molto importante che un po’ alla volta sta prendendo piede anche in Italia. Nel 2010 erano 100 i chilometri di strade realizzate con  asfalti modificati, nel 2020 sono diventati 592: Emilia-Romagna, Toscana, Piemonte e Trentino Alto Adige le regioni in cui si concentrano la maggior parte delle strade con questi asfalti green. Il brevetto nasce in America negli anni Sessanta, pioniera di questa miscela a base di polverino di gomma che da subito divenne largamente diffusa, e che in questi anni sta vivendo una rapida evoluzione anche nel resto del mondo. 

Un altro esempio di circolarità, di riutilizzo prezioso che se diventerà la norma effettiva e non un approccio, potrà contribuire ad un miglioramento delle condizioni ambientali. Và infatti ricordato che essendo altamente tossici ed inquinanti, composti da materiali non biodegradabili, i pneumatici nel caso in cui non vengano smaltiti correttamente, ma bruciati, intaccano pesantemente il terreno e l’aria. Se invece si seguono degli iter corretti, ecco che uno scarto diventa invece una preziosa risorsa e diventa anche il punto di partenza per programmi per un futuro sostenibile. 

Si chiama “Rubberlab”, progetto condotto dal Laboratorio di strade, ferrovie e aeroporti del Dipartimento di Ingegneria dell’Università di Palermo, in collaborazione con la società consortile Ecopneus, fra i partner l’Universitè Gustave Eiffel, l’azienda trapanese Smacom e la start-up Rub-Lab, e la DS Asfalti. Un team di diverse professionalità che mette insieme tanti tasselli di un mosaico non semplice qual’è la produzione di asfalto green con PFU. Dal rintracciamento, raccolta, trattamento e destinazione finale  dei PFU, gestita da Ecopneus, alla chiusura del ciclo di produzione del polverino di gomma di pneumatico nello stabilimento a Santa Ninfa, Trapani, un modo per rivitalizzare il territorio e creare offerta di lavoro. Fra le altre prerogative, i PFU uniti al normale bitume hanno proprietà fonoassorbenti, elevata durata della pavimentazione ed eccezionale resistenza all’invecchiamento(fino a tre volte rispetto a quella di un asfalto tradizionale), e un conseguente contenimento dei costi di manutenzione. Altri benefici l’ottimo drenaggio in caso di pioggia e quindi un forte miglioramento della visibilità e un’eccellente risposta in caso di frenata improvvisa. Ma quante gomme servono per 100 metri di asfalto green? 80 pneumatici.