di Martina Grandori

Una controversa iniziativa partita dal Comune di Milano a favore di un consumo più consapevole della plastica: “L’acqua del sindaco”, ossia l’acqua del rubinetto, definita come “sana, buona e controllata” che grazie a un investimento di oltre 1 milione di euro tra impianti e macchinari “verrà distribuita à porter in brick ecologici e sostenibili”, scrive in un  comunicato il Comune. Destinatari di questa iniziativa le mense gestite da Milano Ristorazione, personale della Protezione Civile in caso di necessità, e “se richiesto, potrà essere distribuita nel corso di eventi particolari sul territorio milanese come le ‘week’, i concerti, le manifestazioni culturali e sportive nonché essere utilizzata per i bisogni interni degli uffici del Comune di Milano e delle sue controllate”. 

Ma la cosa non convince perché imbottigliare con tetrapak un’acqua a cui si accede semplicemente aprendo il rubinetto di casa? Purtroppo anche se non si tratta di bottiglie in plastica, anche i brick hanno il loro impatto ambientale e anche loro vanno “smembrati” al quando si buttano. Infatti non si tratta di un prodotto monomateriale, bensì di carta, alluminio e plastica, mentre, per assurdo, il Pet delle classiche bottigliette, trattandosi di un unico materiale, è più semplice da smaltire. Il paradosso se si pensa a tutte le iniziative per sensibilizzare giovani e adulti ad una vita plastic free, a limitare drasticamente il consumo di plastica nella vita quotidiana. Da uno studio del 2020 sul tetrapak è emerso che sugli otto valori confrontati con il Pet, solo uno vince sul Pet ed è relativo al surriscaldamento globale, per Silvia Ricci, Responsabile Rifiuti e Economia Circolare – Coordinamento campagna “A Buon Rendere-molto più di un vuoto” Associazione Comuni Virtuosi, smaltire correttamente i brick è decisamente complicato, sono pochi gli impianti in Italia abili in tal senso, e il concetto legato a questo tipo di  bevanda in brick è “on the go”, pensati cioè per essere utilizzati fuori di casa, e quindi gettati nel primo cestino per strada dove la differenziata non viene di certo eseguita.
L’alternativa più efficace e virtuosa? Alla fine resta sempre il riutilizzo, ossia riutilizzare all’infinito la borraccia o anche semplicemente la bottiglia d’acqua in plastica.