di Martina Grandori

Cibo autoctono, sostenibilità e soprattutto anche solidarietà: succede alla Reggia di Caserta dove la cooperativa E.V.A. ed il suo progetto – laboratorio “Lorena, Casa delle donne contro la violenza” raccoglie le arance del parco della Reggia che verrebbero buttate via per trasformarle nella “marmellata delle Regine”, un nome omaggio alle sovrane protagoniste delle storia della Reggia, solo arance a chilometro zero, super genuine e rivenderle a fini benefici. La cooperativa E.V.A. è stata fondata nel 1999 a Santa Maria Capua Vetere da un gruppo di donne attive nelle politiche di genere, l’intento è aiutare le donne e i minori vittime di violenza maschile, donne fragili, in difficoltà con storie di vita difficili. “Lorena, Casa delle donne contro la violenza” ha il suo laboratorio in uno spazio che fa parte di una lunga lista di quei beni confiscati alla criminalità organizzata, qui le donne preparano le marmellate ma organizzano anche banchetti, il progetto è si è trasformato in “Le Ghiottonerie di Casa Lorena”, un un catering, che si avvale sempre e solo di materie prime certificate seguendo i criteri della filiera etica e sociale. Un progetto che ha ridato dignità a spazi che altrimenti erano in balia di quel degrado di cui spesso si legge. Ma torniamo alla marmellata delle Regine, il progetto con cui la Reggia di Caserta persegue gli obbiettivi dell’Agenda Onu 2030, un piccolo esempio di come anche un Museo così speciale possa impegnarsi a modo nella sostenibilità e a contrastare gli sprechi alimentari. Sì perché se non ci fossero le donne della cooperativa E.V.A., quelle arance raccolte dai 300 alberi del parco altrimenti sarebbero destinate alla macerazione naturale o comunque smaltiti ad un costo. Una visione all’insegna del no waste, importante seppure  si tratti di una piccola iniziativa più che altro a livello regionale. Sono 600 i chili di arance raccolte e prodotti 500 barattoli di “marmellata delle Regine”, una marmellata extra il cui valore non è solo sociale, ma anche culturale perché tutto ciò che ha il privilegio di far parte del mondo della cultura, ha un plus in più. Un barattolo di golosità che però racchiude molti e bellissimi significati.