di Martina Grandori

La crisi idrica è un fiume in piena: da più di 100 giorni nella maggior parte del Bel Paese non piove, si registra il 70% in meno di neve sulle montagne piemontesi proprio perché non piove e le conseguenze le pagherà l’agricoltura, ma il problema sarà anche sul lungo periodo perché anche le dighe sono a secco e con esse sono a rischio anche le produzioni di energia elettrica.

Pozzi, fiumi e falde superficiali sono in deficit, manca l’acqua a causa della siccità. Il Po è ai minimi storici, soprattutto nella zona di Piacenza si rilevano criticità importanti, l’Autorità di bacino distrettuale del Fiume Po denuncia uno svuotamento e chiede deroghe per il prelievo irriguo. Una situazione di forte pressione per l’habitat fluviale, una preoccupazione per il comparto idroelettrico, che registra già i minimi di produzione degli ultimi 20 anni. Tutto ciò non è di certo una novità, è da 50 anni che si moltiplicano gli allarmi in merito, ma fra deforestazione, cambiamenti climatici e netto incremento del consumo di acqua per agricoltura, allevamento e produzione di energia elettrica, la situazione è al collasso. Solo in Italia il settore agricolo assorbe il 60% dell’intera domanda, seguito dal settore industriale ed energetico con il 25 per cento e dagli usi civili per il 15%. Senza parlare dello spreco di acque che, soprattutto nel Mezzogiorno (in Basilicata si disperde il 54,8% dell’acqua immessa nelle tubature), rendono lo scenario ancora più nero.  Il punto sono sempre infrastrutture antiquate e servizi poco performanti. 

E arrivano anche i rincari dei prezzi. Una spesa media di 460 euro l’anno, nel 2021, per l’acqua, + 2,6% rispetto all’anno precedente. È questo il costo medio a carico delle famiglie (calcolato su un campione di tre componenti ed un consumo annuo di 192 metri cubi) per l’acqua potabile, in aumento in circa due capoluoghi di provincia su tre. A dirlo, nella Giornata mondiale dell’acqua, è l’Osservatorio Prezzi e Tariffe di Cittadinanzattiva, realizzato nell’ambito del progetto “Re-User: usa meglio, consuma meno”. Infatti ancora una volta emerge chiaramente come la crisi innescata dalla pandemia e la guerra in corso debbano insegnare a gestire e consumare meglio le risorse primarie. Imparare a gestire e consumare in maniera più consapevole e razionale la risorsa che è l’acqua è il vero futuro.