di Marzio Milord

Bufera su Laura Boldrini per aver invitato a parlare alla Camera, al Comitato sui diritti umani, due attivisti palestinesi riconosciuti come terroristi da Israele; la protesta dell’ambasciata israeliana, che si dice scioccata, è più che legittima, vista che i due uomini sono accusati di crimini e violenza verso cittadini israeliani. Manco a scriverlo, lo sdegno non si è alzato solo dal centrodestra ma anche da parte della sinistra, mentre la “Boldrinova” è rimasta sulle sue posizioni annunciando che le prove a carico degli attivisti di ong palestinesi sono tutte ancora da verificare. Con queste affermazioni, l’Italia ha rischiato una crisi diplomatica con Israele; la scelleratezza della “miracolata Boldrini” non è la prima volta che colpisce a caso, sintomo del fatto che lo scranno in Parlamento le serve solo per far caos e non per azioni concrete.

Ricordiamo che la Laura Boldrini è quella politica, parafemminista e postcomunista, che in Parlamento s’inginocchia per un ragazzo di colore ucciso in Italia ma mai per le donne vittime di violenza, che fa dichiarazioni forti (che nessuno fortunatamente legge) quando una nave piena di migranti è in mezzo al mare ma mai affinchè si smuovano le acque sulla profonda povertà italiana, dai senza tetto agli extracomunitari nei centri, che balla scatenata alle manifestazioni arcobaleno ma mai si unisce ai cortesi dei licenziati che hanno perso il lavoro. In sintesi, comunista a periodi alterni e di sinistra quando c’è da fare meno sforzi possibili.

La Boldrini fa di tutto per accaparrarsi l’antipatia e lo schifo degli italiani; al di là delle sue boutade da politica miracolata, il livello più basso lo raggiuge quando critica le decisioni del centrodestra e in particolare Silvio Berlusconi, il suo modus vivendi e le sue televisioni. Probabilmente, per mancanza di fosforo o per l’abbondanza di cannabis in corpo, che le opprime qualche neurone, Lauretta Nostra dovrebbe ricordarsi più spesso i mitici anni ’80, dove su Rai2 faceva la “ragazza coccodè” in una trasmissione di Renzo Arbore. Né più né meno di una Nicole Minetti qualsiasi, anzi l’ex consigliera lombarda ha fatto certamente meno danni della piddina.

Di sinistra quando le pare, in difesa delle donne a tratti, la politica della Boldrinova è sempre la stessa: l’importante è fare poco ma far parlare tanto.