di Gabriele Rizza

Siamo responsabilmente al governo ma non acquiescenti a misure, come gli obblighi che incidono profondamente sulla libertà al lavoro, che è tutelata dalla costituzione, o a misure senza fondamento scientifico, visto che la maggioranza assoluta dei ricoverati Covid ha ben più di 60 anni“, questa la posizione della Lega durante l’ennesimo Consiglio dei Ministri che ha portato ulteriori strette sui non vaccinati. Di fatto, se il super green pass non è ancora l’unico pass valido per poter “concretamente” vivere in Italia, è per il partito di Matteo Salvini: per l’accesso ai servizi alla persona, ai negozi, alle banche e gli uffici pubblici basterà il Green pass base, quello che si ottiene anche con il tampone, oltre che per vaccino o guarigione. In un primo momento il Cdm si era orientato verso l’adozione della versione super anche per questi servizi di prima necessità, in tarda serata è stato raggiunto il compromesso.
Arriva il primo obbligo vaccinale, quello per i disoccupati over 50. Mentre per chi ha un lavoro sarà necessario il super green pass, pena una sanzione amministrativa compresa tra 600 e 1.500 euro, oltre ad essere considerati “assenti ingiustificati, senza conseguenze disciplinari e con diritto alla conservazione del rapporto di lavoro, fino alla presentazione delle predette certificazioni” a cui “non sono dovuti la retribuzione né altro compenso o emolumento, comunque denominati” come riportatosulla bozza del decreto legge.
Le misure saranno in vigore fino al 15 giugno 20022, quindi al più duro dei duri tra i no vax spetta una dura resistenza. Suona un po’ buffo come questo obbligo sia transitorio e non assoluto, se paragonato al grido d’allarme che arriva dagli ospedali, dalla televisione, dal bollettino quotidiano. Altra stranezza di una gestione della pandemia fatta di marce indietro, contraddizioni, fantasia legislativa, caccia all’untore; migliaia di curve giustificate solo in parte da un virus imprevedibile almeno quanto lo sono gli esseri umani.
I provvedimenti di oggi vogliono preservare il buon funzionamento delle strutture ospedaliere e, allo stesso tempo, mantenere aperte le scuole e le attività economiche“, sostiene Mario Draghi, specificando che la ratio delle misure non sono punitive per i non vaccinanti, ma volte a tutelare la loro salute.