di Abbatino

L’avevano descritto come la panacea di tutti i mali, creando disagi e obblighi ai limiti dell’antidemocratico. Anzi, con più di un dubbio di anticostituzionalità. Il green pass, introdotto qualche mese fa, aveva una missione: frenare il contagio e costringere al vaccino, senza obbligare per legge a farlo. Strumento giuridico il primo, strumento sanitario il secondo. Le conseguenze sono state che molte persone sono state sospese da lavoro, quindi ricorsi e giurisprudenza sul tema che già fa capolino, quasi ignorato dai media. Era quasi scontato, se rendi la vita impossibile a te e alla tua famiglia, alla fine si preferisce una puntura sul braccio e passa la paura. Appunto, la paura passa, ma l’obiettivo dello strumento non era solo costringere al vaccino, doveva frenare il contagio. Il 28 dicembre però i contagi hanno superato i settantatremila casi. Un record. Quindi vale la pena interrogarsi: a cosa è servito dividere gli italiani tra buoni e cattivi, se il contagio continua a correre e dilaga la nuova variante Omicron? A cosa è servita la carta verde? Crisanti ripete da mesi che una semplice mascherina ffp2 difende dal virus per il 98%. Non si poteva nel frattempo aggiungere l’obbligo per tutti a portare la semplice mascherina di quel tipo, sanzionando coloro che non ne erano provvisti specialmente sui mezzi pubblici sempre affollati? Sarebbe certo stato più facile adempiere per tutti, così come sarebbe stato più facile per chi di dovere controllare. Invece si è raccontato la favola: che il green pass avrebbe salvato dai contagi. Oggi possiamo dire con certezza che oltre ai vaccini, qualche strumento in più poteva essere messo in campo, ma anche che il green pass non ha assolto il compito per il quale era stato introdotto. Ha fallito.