di Angelo Portale

Circa 2023 anni fa, nel momento in cui l’impero più potente del mondo ero nel suo punto di massima espansione ed il suo imperatore Cesare Augusto si faceva considerare l’altissimo, l’augusto, il divino, accadde quella che San Giovanni Damasceno chiamò «La più grande di tutte le novità possibili […] l’unica cosa nuova sotto il sole»: Dio si fece uomo per mettersi a servire. Accadde che Dio manifestò totalmente e definitivamente la sua politica. Accadde così che il Verbo Eterno di Dio, Egli stesso Dio, scelse di fare a meno di tutto ciò che era. Si feceumano perché, volendo divinizzare l’umanità, era opportuno scendere sulla terra e condurla per mano fino a Dio.
Accadde perché, Dio padre, amando infinitamente ogni uomo, volendolo comprendere in modo intimo e profondo, chiese a Suo Figlio di andare a vivere con gli uomini in modo da potergli poi parlare di loro.
Che strano, nel momento in cui Cesare pretendeva di essere adorato come dio, Dio si fa figlio dell’uomo e svela la sua politica. Il Natale è infatti la politica di Dio svelata: il servizio, l’umiltà, la pace, la mitezza.
Il Natale è un evento storico, preciso e inequivocabile, che appartiene alla cronologia di tutti gli altri eventi di questa terra (cfr. Card. Martini, Verso la Luce).
Il Natale è un evento di portata universale perché la salvezza eterna arriva per tutti gli uomini solo ed esclusivamente grazie a Cristo. Ogni uomo, di ogni tempo, luogo, religione, potrà salvarsi solo perché Cristo si è fatto uomo. Certo, ognuno si salverà seguendo la sua strada concreta di bene nel contesto storico, sociale, religioso, in cui vivrà, ma ciò è possibile solo perché è nato Gesù. Egli è stato colui che ha introdotto Dio nella natura umana e questa in Dio. E la salvezza è proprio questo, non altro.
Torniamo pertanto alla verità del Natale torniamoci come coloro che vogliono distinguere gli orpelli dall’essenziale e le decorazioni dalla festa. Come coloro che sanno godere di tutto ciò che è tradizione e folklore ma che hanno bisogno ogni anno di lasciarsi nuovamente catturare da questo “infinito Sì” che Dio Padre ha detto all’umanità mediante Gesù. La nascita di Gesù è il Sì di Dio all’umanità.
Il giorno di Natale accadrà che, mentre i potenti desidereranno essere sempre più potenti, i ricchi sempre più ricchi, i furbi sempre più furbi, molti politici sempre più opportunisti, il Vangelo continuerà a ricordarci che la vera potenza è amare, la vera ricchezza è donare, la vera furbizia è la lealtà, la vera politica è il servizio per gli altri.
Accada, nel cuore di te che leggi e di me che scrivo, la nascita di Gesù. Accada anche in chi cristiano non è, in chi credente non è, accada, perché Gesù non viene a togliere nulla! Che male potrebbe fare, d’altro canto, la luce? Quale pretesa può mai avere una divinità che si svuota per colmarci? Dio è stato “interpretato” male per troppo tempo, strumentalizzato fin troppo, equivocato alla grande. Dio è il favore più grande che l’umanità potesse ottenere, l’approvazione più piena, l’appoggio più stabile, la benignità più gratuita.
Il Natale, nella sua essenza più profonda, è per tutti gli uomini. È l’accadere della divinizzazione della storia umana, senza confini di tempo né di spazio.
Il Natale è contemporaneamente la nascita umana di Dio e la nascita divina dell’umanità. È la rinascita di ciascuna nell’altra, l’abbraccio più sincero mai avvenuto.
Riaccada veramente allora, riaccada potentemente!
Accada l’umiltà, accada la fede, accada la lealtà, accada il servizio, accada un nuovo inizio e inizi la vera pace interiore e la vera speranza.
Buon Natale a tutti!