di Marzio Milord

Il Movimento Cinque Stelle voleva aprire il Parlamento come una scatoletta di tonno, in seguito sono diventati loro la scatoletta da aprire e buttare immediatamente nel bidone dell’indifferenziata. Volevano abolire la povertà con il reddito di cittadinanza, invece hanno creato più disoccupazione. Hanno annunciato a gran voce di abolire la politica dalla Rai, ora minacciano Draghi che se non avranno una poltrona in più non voteranno la legge di bilancio.

In questa ultima dichiarazione, c’è tutta la supponenza, ignoranza, menefreghismo di un partito politico che non conta più nulla, non sa come farsi notare, inneggia al nemico Berlusconi per far andare i suoi parlamentari in Mediaset, ha due leaders (Conte e Grillo) che non si sopportano, è pieno di fronde interne, non ha visione sul futuro dell’Italia ed è lacerato dalle inchieste giudiziarie. In sintesi, il Movimento 5 Stelle è finito e pian piano se ne sta accorgendo pure chi ne fa parte; ridotto nei sondaggi ai fedelissimi del reddito di cittadinanza, quindi fancazzisti patentati, i grillini stanno usando blog, tv, giornali e la “polemica Rai” per resuscitare e (ri)acquisire credibilità, senza ovviamente riuscirti poiché ignoranza e mosse sbagliate precedono ogni loro azione.

La questione del “ricatto” Rai è solo la punta dell’iceberg, la quale speriamo sia spunto di riflessione per Mario Draghi di non dare alcuna poltrona a chi minaccia di non votare la legge “cardine” dello Stato, fa i capricci come un bambino viziato, vuole a tutti i costi un potere che i grillini stessi volevano abolire e che sta rallentando i lavori parlamentari in un momento in cui la politica ha bisogno di accelerare per far ripartire un paese in sofferenza. È proprio su quest’ultimo punto che i pentastellati cadono in un precipizio d’ignoranza, villania, sgarbatezza e scortesia che gli italiani (e le istituzioni) non gli perdoneranno facilmente.