di Martina Grandori

È la rivincita delle erbacce, dei prati lasciati allo stato brado, della campagna libera di esprimersi nelle sue molteplici, e mai perfette, sembianze. Un recente studio inglese ha evidenziato quanto sia preziosa per la salvaguardia della biodiversità lasciare che la natura dei campi si esprima a modo suo, che tagliaerba, forbici e attrezzi da giardino si defilino in nome della tutela ambientale. Papaveri, margherite e persino orchidee: nel 2013 la onlus britannica Plantlife che si occupa di tutela dell’ambiente, ha iniziato a proporre alle amministrazioni locali di non intervenire più tagliando prati, aiuole e verde urbano ma di lasciare che la natura compisse il suo ciclo di vita. Un risparmio economico per le finanze dei comuni, un’idea che si è rivelata molto importante per la tutela della biodiversità sempre più minacciata. Sempre dagli studi di Plantlife, è emerso che nell’ultimo secolo, in Inghilterra si è perso il 97% dei prati selvatici a fronte di rasature troppo scadenziate. Nel nuovo progetto “No Mow May” (basta falciare) sono previsti solo 2 tagli l’anno, a primavera-estate e in autunno, e l’erba falciata va rimossa perché, paradosso di cui spesso non si è a conoscenza, altrimenti renderebbe più fertile il terreno ed ostacolerebbe l’aumento della biodiversità, tutto in mano ad erbacce che finalmente sono state riconsiderate per la loro importanza. Il potenziale dei prati selvatici diventa quindi il punto di partenza per una svolta nella gestione del verde, sia che si tratti della città, sia di quello, per esempio, ai margini delle autostrade. Una scelta per il bene delle piante selvatiche e delle api quella dei giardini tasandati, in questo modo, sempre in Inghilterra, dall’anno scorso scegliendo il “No Mow May”, sono ricomparse 250 specie diverse di verde che prima non si vedevano più, dalle fragole di bosco, all’aglio selvatico.

Il giardino apparentemente selvaggio ma pronto per rigenerare e ospitare la biodiversità: finalmente viene premiata la libertà a beneficio di libellule, api, coccinelle e centinaia di migliaia di fiori ed erbacce che hanno una grande missione, la biodiversità.