di Alessandro Giugni

I risultati delle elezioni amministrative 2021 impongono al Centrodestra di compiere una profonda riflessione circa la necessità di ripensare dalle fondamenta la propria visione politica. Dopo le schiaccianti sconfitte in città di importanza e rilevanza cruciali quali Milano, Bologna e Napoli, gli esiti dei ballottaggi, svoltisi tra domenica 17 e lunedì 18 ottobre, hanno confermato la débâcle elettorale del Cdx: Roma va a Gualtieri, che ha ottenuto il 60,15% delle preferenze, mentre a Torino il nuovo sindaco sarà Stefano Lo Russo, al quale è andato il 59,21% dei voti complessivamente espressi. Una vittoria su tutti i fronti per il Partito Democratico, il quale, forte della legittimazione desunta da tali risultati, quasi sicuramente nei prossimi mesi farà pressione al fine di accrescere la propria rilevanza e influenza all’interno della maggioranza di Governo.
Appare opportuno interrogarsi circa quali siano state le cause di un simile tracollo politico da parte del Centrodestra. Una riflessione che diviene ancor più necessaria se si prende in considerazione l’esito del sondaggio, realizzato da SWG s.p.a. per La7 (clicca qui per consultarlo), attinente le intenzioni di voto dei cittadini alle prossime Politiche. Dall’indagine emerge come, a oggi, il Centrodestra unito raccoglierebbe il favore del 47,5% dei consensi. Un dato, questo, in totale controtendenza con gli esiti delle Amministrative appena conclusesi. Perché, dunque, questa discrepanza tra preferenze a livello nazionale e a livello locale?
In primis, una delle più lapalissiane cause della recente sconfitta del Cdx in quasi tutti i Comuni dove i cittadini sono stati chiamati al voto è da individuarsi tanto nella estrema e ingiustificabile tardività nella scelta dei candidati quanto nella conseguente pessima campagna elettorale svolta. Emblematico il caso di Milano, dove Luca Bernardo è stato, dapprima, ufficialmente presentato agli elettori solo il 16 Luglio e, poi, letteralmente abbandonato da quei partiti che avrebbero dovuto sostenerlo (a titolo di esempio, ricordiamo che lo stesso Bernardo, a poche settimane dal voto, minacciò il suo ritiro lamentando il mancato versamento dei fondi necessari per sostenere la campagna elettorale). È evidente che, posto quanto sopra, i cittadini non abbiano avuto né tempo né modo di approfondire la conoscenza del candidato del Centrodestra e il programma da egli proposto.
In secunids, non si può non prendere in considerazione il radicale mutamento del volto di Lega e Forza Italia a partire dall’insediamento del Governo Draghi. A livello nazionale, infatti, questi due partiti, dal momento del loro ingresso nella maggioranza, hanno ripetutamente ceduto il passo su qualsivoglia tematica, anche con riferimento a quelle che da sempre costituivano i loro cavalli di battaglia. Basti pensare all’introduzione del Green Pass quale condizione necessaria per accedere ai luoghi di lavoro. O, ancora, al recentissimo voltafaccia della Lega sulla questione del rifinanziamento per l’anno 2022 degli ecoincentivi volti a sostenere il mercato dell’automotive, con riferimento ai quali inizialmente si era parlato di uno stanziamento di €.300.000.000 e che sono stati, poi, ridotti a €. 100.000.000 a seguito delle pressioni esercitate da PD e M5S. Il continuo e ripetuto cedere su ogni tema ha reso il Centrodestra, agli occhi degli elettori, una stampella del Centrosinistra.
Da ultimo, ricollegandosi alla chiosa del punto precedente, a incidere sugli esiti delle elezioni Amministrative è stata la disillusione di quella parte di elettorato che, tradito su tematiche di primaria rilevanza da quelli che erano i partiti di riferimento, ha preferito non recarsi alle urne. Questo sentimento si è tradotto in un’astensione senza eguali, pari al 45,3%, un dato questo in forte aumento (+7%) rispetto alle elezioni comunali del 2016.