di Marzio Milord

Ormai il Movimento 5 Stelle è definitivamente morto, sepolto, archiviato.

I pentastellati, in primis Beppe Grillo, volevano aprire il Parlamento come una scatoletta di tonno e con esso il Pd e Silvio Berlusconi; contando il fatto che il M5S è al governo con Enrico Letta e Forza Italia, forse agli ignoranti grillini deve essere sfuggito qualcosa.

I nemici erano, appunto, Silvio Berlusconi e il Partito Democratico, il primo perché pluri indagato (prosciolto da quasi tutto) e il secondo soprattutto per la storia di Bibbiano e perché appartiene ad una vecchissima politica. Ricapitolando ed entrando nel vivo della questione: Beppe Grillo è stato iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Milano con la pesante accusa di traffico di influenze illecite, che fa capo all’articolo 346 bis del codice penale. Oltre a lui, indagato anche Vincenzo Onorato, armatore, il quale avrebbe versato alla società del Garante del Movimento 5 Stelle un compenso per diffondere, sul web, contenuti redazionali per il marchio Moby. Le cifre contestate a Grillo dalla Procura di Milano si aggirerebbero intorno alle 240 mila euro. Non pochi soldi.

Se il M5S avesse ancora un briciolo di dignità, caccerebbe il suo garante, si scioglierebbe, i parlamentari con un po’ di cervello (pochi) formerebbero un altro gruppo, per poi dileguarsi nel nulla o riciclarsi vergognosamente in alti partiti (stupidi chi li accoglie). Fosse successo a Berlusconi, Meloni, Salvini, Letta, ecc, intorno Palazzo Chigi, Madama e Montecitorio si sarebbero formati girotondini, manifestazioni anti casta, cartelloni, urla, uova, gridi, sommosse, ovvero gesti da ignoranti retrogradi.

Siccome la maggior parte della politica, soprattutto quella di centrodestra, è innocentista, nessuno tra Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega si è permesso di puntare il dito contro un uomo non ancora colpevole. Che il Movimento 5 Stelle impari il savoir faire da questi!