di Martina Grandori

È pick-up garden  mania, la voglia di stare all’aria aperta, di sentirsi un po’ contadini, di provare l’ebbrezza di camminare all’aria aperta con un bel panama sul capo e creare mazzi di tulipani è un trend che non conosce crisi. La voglia di stare a contatto con la natura, di lasciarsi alla spalle per una giornata grattacapi, è sempre più un business in cui la gente investe, e oggi i campi dove raccogliere assortimenti di tulipani in un giardino immenso e con filari di bellissimi esemplari delle varietà più particolari, e dai colori luminosi, è  un format che sta prendendo piede. La definiscono l’ultimo vezzo dopo la febbre da scampagnata in agriturismo di famiglie, ma anche di single, studenti, manager stressati e via dicendo: la bellezza della natura ha un forte potere seduttivo e raccogliere tulipani piace, rilassa, fa ristabilire un contatto con Madre Terra che fa bene allo spirito. E poi, atout contemporaneo indispensabile, è molto instagrammabile: ogni scorcio di queste macchie di fioriture è uno scatto che di certo incuriosisce e cattura l’attenzione e quindi i bramati like. Ma una breve incursione nel nome di questo fiore va fatta. La parola tulipano deriva da “tullband”, turbante, perché le sue origini sono ottomane e non olandesi come erroneamente si crede. È il fiore delle pene d’amore, la leggenda racconta delle pene di Shirin perdutamente innamorato di Ferhad, ogni primavera sbocciano per ricordare il loro grande amore. In Olanda però i tulipani, per via della loro bellezza, divennero oggetto di investimenti finanziari, tanto che nel 1637 generò la “bolla dei tulipani”, la prima speculazione sul prezzo dei bulbi che coinvolse l’intera economia europea. In Italia di you-pick-garden ce ne sono parecchi, online si trova quello più vicino e comodo, ma val la pena di segnalare quello di una coppia di olandesi, Edwin e Nitsuhe che ha creato Tulipani Italiani ad Arese, il primo campo di tulipani in modalità you-pick in Lombardia, vogliono farne un luogo d’interesse turistico per la Regione.

Ma come funziona una giornata in un pick-up garden? Prima di tutto bisogna prenotarsi, le richieste sono moltissime, si acquista un biglietto, e arrivati lì lo staff spiega tutto fornendo i cestini dove riporre i fiori, con il ticket d’ingresso si ha diritto ad un certo numero di esemplari, dopodiché si paga per tutti gli esemplari aggiuntivi raccolti. Non occorrono cesoie, si raccolgono facilmente a mano, l’ideale per chi ha bambini. E poi la soddisfazione di farsi un bouquet, ispirati solo dalla propria creatività e a chilometro zero… dopo il Covid, chi si accontenta gioisce ancora di più.