di Marzio Milord

Continua il viaggio de La Critica nei paesi e nelle piccole città italiane che, più di altri, hanno bisogno di una forte eco. Purtroppo, ci troviamo ancora una volta a parlare di Segrate; simbolo del fortunato berlusconismo, dell’ottima qualità di vita, di ricchezza e prosperità, negli ultimi cinque anni si è trasformata in una cittadina irriconoscibile, immobile, con proclami a vicolo cieco e con un sindaco che famoso in tutta Italia come “il querelatore”, oltre che per le pose fotografiche del tutto innaturali.

Dopo la storia del tira e molla con la prefettura per il disinnesco delle bombe, che l’amministrazione di sinistra non voleva effettuare per svariati motivi e che il prefetto di Milano le ha imposto di fare, e dopo la denuncia dell’Agcom dello scorso anno da cui si è ben visto dal fare ricorso, il sindaco Paolo Micheli si è macchiato ancora una volta di atti poco felici nei confronti dei suoi concittadini, ovvero d’incuria.

Basta la foto in copertina per denunciare ciò che sta accadendo in tutta la città di Segrate. Non si sa se in un momento di follia ragionata o meno, ma l’amministrazione piddina ha davvero tolto i cestini senza sostituirli, una situazione che ha sbalordito tutta la popolazione e ha fatto gridare giustamente alla non curanza. Gli onesti addetti AMSA non hanno potuto far altro che mettere dei sacchetti appesi, in modo da incentivare i cittadini a non gettare rifiuti per terra e mantenere qual poco di decoro. In questo momento, ci sono dei grossi disagi in tutta la città e la maggioranza si sente in forte imbarazzo; di contro, la minoranza formata da Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega cerca di stare più possibile accanto ai cittadini, per dare risposte e portare quanto prima la questione in consiglio.

Altro che sventolare la bandiera della pulizia e dell’ecologia, il Comune di Segrate dovrebbe svegliarsi per non perdere la fiducia dei propri cittadini; di cose negative, nelle ultime settimane, quest’amministrazione ne ha fatte sin troppe. Paolo Micheli, riconfermato da poco al primo turno per colpa di un centrodestra diviso, ha fatto una figura davvero barbina. L’ennesima.