Redazione

L’Italia trema. E’ fresco di ieri l’ennesimo triste record riguardante il prezzo del gas che, per la prima volta, ha superato i 300€ al megawattora sul mercato di rifornimento del metano di Amsterdam.
Con l’inizio del conflitto Russia-Ucraina è iniziata anche la corsa ai ripari per i rifornimenti di gas e questa corsa comprende anche la realizzazione di due rigassificatori, uno a Ravenna e uno a Piombino, è quest’ultimo a trovarsi al centro di una polemica che ormai va avanti da tempo. Il sindaco di Piombino, Francesco Ferrari, si oppone fermamente alla realizzazione dell’impianto all’interno della sua città, considerandolo un rischio per la sicurezza e l’incolumità pubblica. Quando si votò per il rigassificatore in questione, Lega e Forza Italia si espressero a favore della sua realizzazione. In Fratelli d’Italia, il partito di appartenenza del Sindaco di Piombino, nelle ultime ore regna la confusione. Ferrari chiarisce che il suo partito è a favore dei rigassificatori ma non nella città che lui stesso amministra. Di un altro parere è Ignazio La Russa, che, nel corso dell’ultima puntata di L’Aria che tira, ha sostenuto fermamente che Fdi sia favorevole alla realizzazione del rigassificatore. Ha poi aggiunto che il partito si impegnerà ad aiutare la città, andrà incontro alle esigenze dei cittadini, ma che l’autonomia energetica sia ora una priorità assoluta. “Non si può sempre dire sì, ma non nel mio giardino, lo dirò io al Sindaco!”, ha concluso.
Tempestiva la replica di Ferrari, che contraddice La Russa: “ho un contatto diretto con i vertici, La Russa non ha seguito la questione di Piombino”. Questa volta il partito di Giorgia Meloni non ne esce in modo brillante.
Negli ultimi giorni politici ed esperti si stanno esprimendo sulla questione; il Presidente di Nomisma-Energia, Davide Tabarelli, lancia una provocazione: “rimanga Piombino senza gas!”; Matteo Renzi, sull’onda della campagna elettorale, sostiene che Italia Viva è l’unico partito davvero a favore, senza se e senza ma, a questo rigassificatore ed invita non perdere altro tempo.
La situazione è tragica: se non si procederà con la realizzazione dei rigassificatori previsti, si rischia l’attuazione del razionamento del gas, eppure polemiche e confusione regnano sovrane, i rappresentanti di Fdi sembrano non riuscire a trovare un accordo neanche tra di loro, o forse, più banalmente, nel marasma della campagna elettorale, si scordano di confrontarsi su quali dichiarazioni ufficiali debbano fare quando vengono chiamati ad esprimere la loro opinione. Eppure la data in cui saranno gli italiani a dover esprimere la propria, di opinione, è sempre più vicina e anche il modo in cui viene affrontata la questione energetica avrà un impatto sulla loro scelta.