di Gabriele Rizza

Una Roma blindata ospiterà il G20, quattordici fermate della metropolitana chiuse, il centro e il quartiere Eur quasi inaccessibili. Una buona occasione per il governo e soprattutto per Mario Draghi di riportare un po’ di dignità e prestigio ad un Paese che in dieci anni – dalla Libia in poi, passando per Giulio Regeni, gli investimenti di Fincantieri bloccati in Francia da Macron, mentre i cugini d’oltralpe fanno shopping nello stivale, la liberazione di Silvia Romano affidata ai turchi, e il sequestro dei pescatori siciliani – non ha fatto altro che perdere credibilità internazionale. Il passato del premier italiano alla guida della BCE nei giorni più delicati per l’Europa è quantomeno una presenza decorosa per gli italiani, ai quali, ormai, basta un po’ di tecnica e curriculum al governo, tanto hanno il voltastomaco per i sogni politici, sbandierati e ripetutamente traditi.
C’è voglia di prestigio e di dignità all’estero, e il G20 pare finalmente una buona occasione per l’Italia. Ma è davvero l’abito giusto e onesto, il G20?
I leader dei venti Paesi si stringeranno la mano, si abbracceranno, si scambieranno i complimenti, mentre dietro a questi sorrisi abbiamo assistito quest’anno a uno dei punti più bassi toccati dal mondo occidentale: il ritiro dall’Afghanistan e l’abbandono della sua popolazione dopo vent’anni di illusioni. In più, proprio a partire da questo G20, qualcuno aveva lanciato l’idea di ospitare Israele appena dopo aver approvato un piano di tremila case da costruire per coloni israeliani in Palestina, violando ogni risoluzione ONU. Una melma di ipocrisia e contraddizioni, il G20. Dove l’ambiente e la transizione energetica verranno messi al centro, mentre i paesi africani aspettano ancora le dosi di vaccini promesse dal mondo occidentale, per poi accorgersi che gli africani non sono vaccinati solo quando sbarcano in Italia, Grecia o Spagna. Un amore per il prossimo, però quello dei forti. Intanto, si possono vendere armi a più non posso in Arabia Saudita, ma non ci si cura se le persone non hanno un euro per passare dall’auto diesel a quella elettrica, ci si occupa del diritto alla diversità per farsi belli e buoni a costo zero, ma non viene lanciata nessuna proposta per una politica sociale al sostegno delle famiglie o giovani coppie. Quanto sia reale il G20 è cosa tutta da vedere. Roma oggi è un salotto buono, godiamoci la messa in scena.