di Angelo Portale

San Paolo nella lettera ai Galati ci dice quali sono i frutti in noi dello Spirito Santo: «I frutti dello Spirito
sono amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé». L’ordine di
esposizione è in senso discendente: dall’amore, il frutto più elevato, al dominio di sé, quello più basilare,
necessario per ascendere fino all’amore.
Il dominio di sé rappresenta la capacità di essere signori, padroni, di sé, re della propria vita. Governatori di
se stessi allo scopo di mettersi a servizio degli altri. Chi sa dominarsi, sa essere mite, cioè sa rivolgere la
forza della rabbia e delle altre emozioni negative, per lottare contro il peccato e non contro gli altri. Il mite
può essere mite perché non ha bisogno di fare guerre per conquistare chissà cosa. Ciò che è importante, cioè
“la parte migliore”, l’ha scelta e sa conservarla. Dopo c’è la fedeltà, a se stessi in modo sano e nelle relazioni
con gli altri. La bontà è la conseguenza dei primi tre frutti. La bontà non può abitare in un cuore che non sa
dominarsi, che non è mite, incapace di essere fedele. Essa genera la benevolenza, ovvero l’atteggiamento
pratico di volere il bene degli altri, cioè il saper dare agli altri ciò che è bene. Esercitare la benevolenza,
allarga il cuore e rende la persona grande d’animo, capace di fare spazio agli altri. Il magnanimo è l’opposto
della persona d’animo gretto, meschina, attaccata solo a se stessa in modo sbagliato e alle cose materiali.
Dopo non può non esserci che la pace. Essa ci aiuta a vivere nella serenità anche quando la nostra vita è
attraversata da tempeste. La gioia è, a mio avviso, ciò che si sperimenta quando si sta facendo
consapevolmente la volontà di Dio. Fare la volontà di Dio ci rende capaci di amare. Ricordiamoci quanto lo
stesso San Paolo ha lasciato scritto riguardo la carità nel famoso Inno della Lettera ai Corinzi: «La carità è
paziente, è benigna la carità; la carità non invidia, non si vanta, non si gonfia, non manca di rispetto, non
cerca il proprio interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, ma si compiace della verità; tutto
tollera, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. La carità non verrà mai meno».
La santità è saper scegliere di amare in ogni circostanza, anche se siamo fragili.
Buona Domenica di Pentecoste a tutti.