di Susanna Russo

“Un vero inferno di cristallo”, queste le parole che Bruno trova per raccontare l’atto inaspettato e violento di cui si è ritrovato ad essere vittima, insieme alla moglie Claudia, venerdì 10 Settembre, alle 10 del mattino, presso la Stazione Centrale di Milano.
Qualcuno, quello che Bruno, in un post arrabbiato e spaventato pubblicato sui suoi profili social, definisce “un individuo extracomunitario”, lancia nella sua macchina una pietra che passa attraverso entrambi i finestrini anteriori, rischiando di colpire prima la moglie e subito dopo lui.
Bruno non sta fermo a guardare e, per non dargliela vinta, scende dalla macchina e si dirige nella direzione del suo aggressore. Nemmeno per un attimo si ritrova da solo contro l’uomo, che nel frattempo è riuscito a recuperare la sua “arma” e la stringe fermamente in mano; numerosi sono i passanti che, testimoni della vicenda, si fermano e si rendono disponibili ad aiutare la vittima, chi telefonando alle forze dell’ordine, chi mostrandosi pronti ad intervenire se le cose dovessero nuovamente mettersi male.
Mentre Bruno si dirige verso l’uomo, quest’ultimo inizia ad inseguirlo, agitando la mano armata; il primo, nel tentativo di sfuggirgli, cade rovinosamente a terra. I passanti lo soccorrono e l’intervento di un giovane, anch’egli straniero, si dimostra decisivo nel mettere fine a questa travagliata vicenda. Il ragazzo, prendendo di spalle l’aggressore, lo atterra e a quel punto viene facile, a tutti coloro che hanno dato il loro sostegno fino ad ora, circondare il malvivente in attesa dell’intervento delle forze dell’ordine; tale intervento sarà però efficace solo parzialmente, infatti, mentre Bruno viene portato in pronto soccorso per accertamenti, la moglie Claudia e l’aggressore vengono condotti in questura per procedere con regolare denuncia. Il tempo trascorso in questura sarà breve e non porterà a risvolti decisivi, tanto che l’assalitore, dopo poco, verrà portato via, anch’egli in ambulanza, per accertamenti. “Oltre al danno anche la beffa” per Bruno, che si ritrova al pronto soccorso con il suo aggressore e dopo poco lo vede allontanarsi, senza che nessuno si preoccupi di fermarlo. Stanco, deluso e dolorante Bruno decide di abbandonare anch’egli il pronto soccorso ancor prima di essere medicato.
L’unica cosa che può fare il protagonista di questa vicenda è rendere noto sui social quanto accaduto a lui e a sua moglie, la loro rabbia e la paura vissuta quel venerdì mattina.“Suggerirei maggior presenza delle forze dell’ordine nelle zone sensibili”, scrive al sindaco Sala, “io l’ho sempre stimata, ma questo fatto mi apre un grande punto interrogativo sul tema sicurezza a Milano”.
Bruno ci tiene a non farne una questione politica, ma semplicemente a denunciare il fatto e a diffondere la notizia, perché forse a volte non ci rendiamo conto di quanto la nostra città possa essere pericolosa e manchevole dei necessari presidi di sicurezza.
I danni fisici per Bruno sono contenuti, quelli morali e psicologici meno: “è stato scioccante, non tornerò nella zona della Stazione Centrale”, ci confida, “potevamo morire, ci è passata la vita davanti agli occhi, ho trascorso 30 anni al fianco di mia moglie e in un attimo, per colpa di un individuo del genere, poteva finire tutto”.
Non sarà facile per Bruno e Claudia scordarsi di quanto è accaduto loro il 10 Settembre presso la Stazione Centrale a Milano, ma nonostante lo shock e l’incredulità, Bruno non dimentica nemmeno il sostegno che ha ricevuto da chi ha assistito al fatto e si dice grato e riconoscente a tutti coloro che lo hanno aiutato. Sono stati i concittadini a tutelare Bruno e la moglie, più delle forze dell’ordine, più di qualsiasi istituzione.