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lunedì, 20 Maggio, 2024

11 FEBBRAIO GIORNATA MONDIALE DEL MALATO La Madonna di Lourdes e l’origine della ricorrenza

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Oggi é la giornata mondiale del malato. Proclamata per la prima volta nel 1992 dal beato Papa Giovanni Paolo II. Il giorno 11 febbraio venne scelto per ricordare gli ammalati, proprio perché é la festa dedicata alla Madonna di Lourdes, la salus infirmorum, colei che viene in soccorso di tutti i sofferenti. Il tema della ventiduesima edizione é Fede e carità “anche noi dobbiamo dare la vita per i fratelli”.

Conosciamo tutti il rapporto speciale che c’era tra Papa Wojtyla (che ad aprile verrà innalzato agli onori della gloria) e la madre di Gesù Cristo, non possiamo dimenticare che ripeteva sempre l’espressione totus tuus, che indica un totale affidamento alla madonna. Ricordiamo tutti che ha chiuso gli occhi per l’ultima volta alla fine della recita del rosario, la preghiera mariana per eccellenza. Ma Sono ancora impresse nei nostri cuori le immagini di Papa Wojtyla che nel 2004 si reca in pellegrinaggio alla grotta di Massabielle malato tra gli ammalati.

Giovanni Paolo II ha alloggiato in un umile stanza dell’ultimo piano dell’ospedale del santuario, proprio come fanno tutti gli ammalati che giungono in pellegrinaggio a Lourdes. il caso ha voluto che fosse il suo ultimo viaggio all’estero, ebbene si, Papa Wojtyla come tutti gli ammalati si è recato alla grotta per essere accompagnato dalla mamma celeste nel suo ultimo viaggio, un viaggio non terreno, ma il viaggio vero, quello definitivo, quello che durerà per l’eternità. Dall’incontro con Zaccheo, Gesù ci ha insegnato che più si è piccoli agli occhi di questo mondo, più si é grandi agli occhi di Dio.

Non dobbiamo meravigliarci ma Bernadette, la veggente di Lourdes, era una ragazzina analfabeta, alta poco più di 1m40, malata gravemente, che definire povera era un complimento, viveva in una prigione di un villaggio sperduto ai piedi dei Pirenei, dove non sai se é già Spagna o ancora Francia, non aveva neanche ricevuto la prima comunione eppure in una grotta sporca, umida, conosciuta come la grotta dei maiali, dove si andava a raccogliere lo scarto della legna per potersi riscaldare un pó nell’inverno, le é apparsa la Madonna.

“Aquero” o “la bella signora” a Bernadette non ha promesso gioie in questo mondo ma nell’altro. D’altronde la piccola fanciulla ha sempre ammesso, nonostante i suoi gravi problemi di salute e tutti gli insulti che riceveva (veniva chiamata la “petite merdeuse”) di essere felice, il suo volto era pieno di gioia e i suoi occhi erano raggianti come il sole. Tale gioia la ritroviamo negli occhi di tutti gli ammalati che si recano in pellegrinaggio a Lourdes: non hanno nulla, alcuni non sanno se arriveranno a domani, la maggior parte di loro forma un piccolo esercito in carrozzina, li vedi arrivare alla grotta su delle sedie a rotelle con una candela in mano, sorprende immediatamente che la maggior parte non prega per la propria guarigione ma bensì per quella degli altri.

Nonostante la loro disabilità sono persone felici , sembrerà paradossale ma alcuni ringraziano per la loro malattia perché grazie alla malattia hanno incontrato l’amore di Gesù, hanno imparato ad accettare le sofferenze, hanno capito che il piano di Dio a noi può sembrare incomprensibile , in un primo momento possiamo non essere d’accordo ma col passare del tempo ci accorgiamo che é talmente buono e misericordioso che ogni cosa accade per un motivo. Gesù ci ha detto “Se non vedete segni e prodigi voi non credete” é assolutamente vero, noi tutti abbiamo bisogno di segni per credere , siamo alla ricerca di prove ontologiche per cercare di avere la certezza che Dio esiste.

Senza ombra di dubbio il segno più evidente che si ha a Lourdes é la conversione del cuore, la maggior parte delle persone non ricevono una guarigione fisica ma tornano a casa guariti nell’anima con una forza tale che gli permette di affrontare la malattia con il sorriso sul volto. Non dobbiamo avere paura delle sofferenze e oggi che é la Giornata Mondiale del Malato cerchiamo di stare vicino a chi sta male. Buon 11 febbraio a tutti.

Giada Giardiello

 

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