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mercoledì, 24 Luglio, 2024

Federico II, il sovrano cresciuto in una terra di poesia e arte qual è la Sicilia, che dopo di lui non fu più la stessa

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Federico II un sovrano animato da una brama di conoscenza che ne fece un imperatore unico alla cui corte fiorirono arti, letterati, scienze e apertura ad ogni iniziativa culturale, forse per essere cresciuto in una terra di poesia e arte qual è la Sicilia, che dopo di lui non fu più la stessa.

Qual è stata la motivazione principale dietro la creazione del Centro Studi Federico II e quali obiettivi si prefigge di raggiungere?

Ho sempre avuto una grande ammirazione per l’imperatore Federico II che, anche volendo rifuggire da un’eccessiva esaltazione o mitizzazione del personaggio, va ancor oggi considerato una delle figure più avvincenti ed affascinanti della storia.

Inoltre, da una ricerca approfondita mi sono reso conto che non esisteva in Sicilia un Centro Studi dedicato a Federico II, bisognava dunque attivarsi per istituire un centro studi con l’impegno di far conoscere, anche alle nuove generazioni, la figura di questo grande personaggio della Storia.

Ed è proprio per questo motivo che nel gennaio del 2022 ho costituito il Centro Studi Federico II. Il centro studi, oltre ad essere un’istituzione privata senza fini di lucro, ha tra i suoi scopi quello di promuovere i valori di dialogo interculturale e multiculturale, di tolleranza e di apertura al mondo, valori questi senza i quali un multilateralismo, necessario per costruire ponti ideali tra i popoli, non potrebbe esistere né funzionare.

La governance del Centro Studi è composta dal consiglio direttivo e dal comitato tecnico scientifico composto dal Dott. Goffredo Palmerini, (Giornalista, Saggista e Scrittore) nella qualità di Presidente. Fanno parte inoltre del comitato scientifico le seguenti personalità: Cav. Uff. Prof. Hafez Haider, Insigne Poeta e Scrittore già candidato al Premio Nobel per la Pace e la Letteratura; Dott. Stefano Vaccara, Presidente de “La Voce di New York” e Docente di Giornalismo al Lehman College;  Dott.ssa Ilaria Costa, Dirigente dell’Italian American Committee and Columbus Citizens Foundation; Dott.ssa Fabiana Bruni, Giornalista RAI e Scrittrice; Maestro Salvatore Caputo, Direttore de L’Operà di Bordeaux; Maestro Maria Luisa Macellaro La Franca, Compositrice e Direttrice d’Orchestra; Maestro Diego Cannizzaro, Docente, Organista e Compositore; Architetto Flora Mondello, Architetto e Imprenditrice; Dott.ssa Ketty Millecro, Giornalista.

Come pensa che il Centro possa contribuire al mantenimento e alla diffusione dell’eredità culturale di Federico II di Svevia nel contesto contemporaneo?

Promuovendo iniziative e progetti a livello regionale, nazionale ed internazionale collegati alla storia, agli ideali e alla cultura di Federico II. È doveroso ricordare che lo “Stupor Mundi” oltre ad essere stato uno dei più grandi imperatori della storia fu anche un grande statista, studioso di letteratura, poesia, filosofia e delle belle arti. Inoltre fu un grande innovatore nel campo del diritto ed eccellente diplomatico di livello internazionale, sempre aperto al dialogo multiculturale, di tolleranza e di apertura soprattutto verso il mondo arabo. Fù nobile d’animo e ricco di valori e ideali che oggi dovrebbero essere sempre più riscoperti da parte della società̀ e delle istituzioni.

Qual è il ruolo del dialogo interculturale e della tolleranza all’interno delle iniziative promosse dal Centro?

Il ruolo del dialogo interculturale e della tolleranza è fortemente legato alla diplomazia culturale, strumento questo indispensabile per imprimere uno slancio decisivo alla valorizzazione del retaggio storico, del patrimonio artistico, culturale, formativo e linguistico del nostro paese nel mondo. Inoltre per mezzo della diplomazia culturale, si amplificano i messaggi positivi o correttivi che sono funzionali alla tutela dell’immagine e dell’interesse nazionale facendo leva sull’attrazione del proprio retaggio per favorire la comprensione, combattere i pregiudizi, contrastare le campagne di disinformazione e la propaganda ostile, costruire fiducia e promuovere la collaborazione.

Promozione culturale e relazioni culturali internazionali sono fondamentali per promuovere il soft power volgendo lo sguardo verso nuove frontiere e verso la necessità di rinnovare. Prevediamo nuovi e inediti progetti (attualmente in fase di studio) ed in collaborazione con partner internazionali. Soprattutto puntiamo, con il nostro contributo di idee, relazioni e progetti, a promuovere e far crescere il nostro soft power.

Considerate che altri paesi del mondo, grazie anche al contributo di istituzioni private e all’impegno da loro profuso in attività e iniziative promosse, hanno fatto dei progressi incredibili in termini di promozione del proprio soft power.

La Corea del Sud è diventata prima trend setter in Asia, con il cinema, la musica, l’arte, le fiction, persino con la cucina, poi negli Stati Uniti, e adesso anche in Europa.

Aprite la piattaforma Netflix e vedete quanta Corea c’è; oppure, se volete togliervi una curiosità, visitate un Istituto di Cultura coreano, anche quello di Roma. Anche la Turchia si sta avvicinando a quei livelli.

In campo culturale la differenza tra le risorse economiche disponibili e destinate per fini culturali è talmente macroscopica da essere quasi imbarazzante quando ci si paragona ad altri partner europei. In Italia abbiamo un bilancio annuo di 160 milioni, (anno 2023) di cui centotrenta per spese fisse e contributi obbligatori. In Germania la cifra è esattamente dieci volte tanto, della Francia è meglio non parlare.

Può fornire qualche esempio di come il Centro ha favorito la collaborazione tra diverse istituzioni culturali, nazionali e internazionali, per promuovere la cultura siciliana e italiana?

Abbiamo promosso e realizzato in Italia, Francia, Slovacchia e negli USA progetti in sinergia con importantissime istituzioni pubbliche e private tra le quali Maison France – Italie con sede a Bordeaux; con il Senato della Repubblica a Roma; con le Nazioni Unite di New York; con il Vaticano ed in particolare con l’Ordine Equestre del Santo Sepolcro e con istituzioni regionali siciliane.

Quali sono le iniziative del Centro Studi Federico II che ritiene abbiano avuto un impatto più significativo sulla promozione della cultura siciliana e italiana a livello internazionale?

Il progetto internazionale “For Culture Worldwide” presentato a New York presso la sede dell’ONU dal 28 al 31 Marzo 2023 su invito delle Nazioni Unite e della Rappresentanza permanente d’Italia e dell’Ambasciatore Maurizio Massari che ringrazio e con il quale siamo sempre in contatto. È stata un’esperienza straordinaria e gratificante che ci ha permesso di interagire con ambasciatori e delegati nonché con i rappresentanti di istituzioni pubbliche e private del mondo accademico, della scuola del sociale, della cultura con sede a New York.

Come vede il futuro del Centro Studi Federico II e quali sono i progetti o le iniziative in cantiere?

In considerazione del successo e riscontri ottenuti dai progetti realizzati che hanno avuto tra l’altro, un impatto mediatico di livello internazionale, sono molto positivo fiducioso anche per le nostre iniziative future.

In che modo il Centro Studi Federico II si posiziona all’interno della “Piattaforma Culturale European Culture Vision 2032” e quali sono le sue prospettive per la cooperazione culturale internazionale?

European Culture Vision 2032 è una piattaforma che abbiamo creato con altri partner europei al fine di realizzare iniziative culturali e musicali collegate alle tradizioni e all’antropologia culturale di alcune nazioni europee.

Qual è il ruolo dell’istruzione e della ricerca all’interno delle attività del Centro Studi Federico II, considerando il legame storico di Federico II con la fondazione dell’Università di Napoli?

Nel contesto delle nostre future iniziative sono previste collaborazioni con alcune Università Italiane e Statunitensi per realizzare incontri a tema, giornate di studio, master e lectio brevis e magistralis dedicate a Federico II.

Come il Centro Studi Federico II si propone di coinvolgere e di essere rilevante per le nuove generazioni interessate alla cultura e alla storia siciliana e italiana?

Ripeto, realizzando in sinergia con istituzioni pubbliche e private ed in particolare del mondo accademico, protocolli d’intesa per iniziative di alto livello culturale, socio culturale e storico. 

A cura di Caterina Guttadauro La Brasca

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