di Susanna Russo

Nasce a Roma nel 2000 e frequenta la facoltà di Giurisprudenza presso la Luiss Guido Carli. Si è avvicinato a Forza Italia Giovani ad appena 14 anni, e da allora ha assunto i ruoli di coordinatore del II Municipio di Roma, vice coordinatore ed in seguito coordinatore di Roma e da Settembre 2020 è coordinatore del Lazio.

È il più giovane candidato nella lista di Forza Italia alle prossime Amministrative di Roma.

Come si sente ad essere così giovane eppure già candidato nella lista di Forza Italia alle Amministrative di Roma?

«Molto grato ed emozionato. Per chi come me fa politica da quando ha 14 anni, la candidatura è una grande opportunità, ma anche una responsabilità non indifferente nei confronti dei miei concittadini, del mio partito, ma soprattutto nei confronti dei tanti ragazzi del movimento giovanile con cui lavoro quotidianamente e che mi hanno permesso di raggiungere un simile risultato.»

Sei anni da militante prima di raggiungere questo obiettivo, come si è avvicinato alla politica e a Forza Italia?

«Mi sono avvicinato alla politica quando avevo 14 anni perché ho capito che non impegnarsi attivamente è un peccato, è uno spreco dei nostri diritti e vuol dire accettare passivamente che altri decidano della nostra vita e del nostro futuro. Quanto a Forza Italia, per me è stata una scelta estremamente naturale, ho sempre ammirato il Presidente Berlusconi e condiviso le sue battaglie di libertà. Forza Italia oggi rappresenta una casa comune per tutte quelle ragazze e quei ragazzi che amano il nostro Paese e vogliono vederlo crescere forte e moderno ancora una volta, lontano dagli estremismi e dalla miseria a cui, i primi, scientificamente conducono.»

Sente di avere un legame più forte col suo partito di appartenenza, col suo leader, Silvio Berlusconi, o con entrambi allo stesso modo?

«Forza Italia è Silvio Berlusconi, le due cose sono inscindibili e a me personalmente piace così. Se non fosse per Berlusconi oggi probabilmente non vivremmo in un Paese libero, non esisterebbe il centrodestra e gli italiani starebbero davvero molto peggio. È un uomo forte, generoso…straordinario! Penso che dovremmo essergli tutti molto grati per quello che ha dato all’Italia. Guardando al domani penso che solo chi ha una grande storia possa costruire il futuro e noi ne abbiamo una lunga 27 anni, ora è il momento di scrivere i prossimi 27 sempre al fianco del nostro leader, al fianco di Silvio Berlusconi.»

Quali sono le sue priorità come coordinatore di Forza Italia Giovani Lazio?

«Questa è un’avventura iniziata quasi un anno fa grazie al nostro Coordinatore Nazionale Marco Bestetti, che mi ha dato l’opportunità di guidare nel Lazio quella che per me è sempre stata una seconda famiglia. L’obbiettivo per me e per la mia squadra è sempre stato chiaro: coinvolgere quanti più ragazzi possibili, tornare al centro del dibattito giovanile e contribuire a sfornare una nuova classe dirigente attraverso gli enti locali. La strada è quella giusta, ora dobbiamo proseguire.»

Come è nato e come si è evoluto il suo rapporto con Antonio Tajani?

«Con il Presidente Tajani ho un ottimo rapporto, fu una delle prime persone che conobbi 6 anni fa e lo stimo molto. È un uomo di principi, leale e che ha tanto da insegnarci. In Europa, per noi italiani, ha fatto più lui da solo che tutta la sinistra in 40 anni di europarlamento elettivo. Uno dei risultati che più mi piace ricordare è lo stanziamento europeo – il più alto mai erogato – di 1,2 miliardi di euro a sostegno dei comuni italiani colpiti dal sisma del 2016. Mentre qualcuno qui in Italia parlava a vuoto di casette mai consegnate, in Europa c’era qualcun altro, come Antonio Tajani, che invece parlava poco e otteneva risultati e aiuti concreti per il popolo italiano.»

Ha dichiarato: “la capitale d’Italia oggi è una città morta, sull’orlo del baratro, senza futuro e dove non funziona nulla!”; come pensate di risollevare le sorti di Roma e quali sono i suoi pronostici per queste Amministrative?

«Non mi piace fare pronostici, dico solo che dopo 5 anni di Raggi sento tanta voglia di cambiamento e buongoverno. Qualcosa che solo chi, come Enrico Michetti, ha lavorato per una vita con i sindaci e nelle amministrazioni locali di tutta Italia può garantire. Non possiamo più permetterci dilettanti allo sbaraglio, Roma ha già dato. Da parte mia e nostra ci sarà tanta attenzione alla lotta al degrado, allo sviluppo, all’attrattività della città, alla sicurezza, al turismo, ai trasporti e ai servizi, tutti temi che negli ultimi anni hanno causato un vero e proprio esodo giovanile da Roma. Questa è l’ultima occasione per invertire la rotta ma servirà l’impegno di tutti, per questo lancio un appello a chi leggerà l’intervista: mettetevi in gioco, contattateci e dateci una mano, ne va del futuro di tutti noi.»