di Gabriele Rizza

Novità e notizie, quelle che creano incontro, scontro e sintesi, non sono all’ordine del giorno in questo paese. Sfogliamo le pagine dei giornali, e oltre alle solite novità sui contagi, la sicurezza dei vaccini e gli ammonimenti per gli assembramenti da aperitivo, c’è ben poco sui cui soffermarsi. Di certo non sulle pagine politiche. Non sulle notizie sulla tenuta della maggioranza, proprio sul governo meno in bilico della storia dell’Italia repubblicana, ancor più di quello guidato da Mario Monti. Eppure, qualcosa bisognerà pur vendere, far arrabbiare o mettere in cattiva o buona luce qualcuno, anche in questo governo senza alternative.

L’ultima tremenda notizia è il mal di pancia di Matteo Salvini, contrario allo status quo sul coprifuoco, seguito dagli interventi di rimprovero al leader della Lega di Enrico Letta e Zingaretti. Tutto secondo copione: Salvini alza la voce, rispolvera il suo animo ribelle che tanto successo gli ha portato fino ad ora, e i leader del PD colgono l’occasione per dargli dell’irresponsabile, incapace e disastroso quando occupa ruoli istituzionali. In questa Italia senza alternative tutti recitano una parte, e sono tutti ben felici di recitare e di non dover fare sul serio, la situazione è grave quanto seria e di responsabilità nessuno ne vuole. Ecco perché Giuseppe Conte, in fondo, faceva comodo a tutti, fino a quando non c’erano da gestire i miliardi del Recovery Plan, il pilastro che ad oggi tiene tutti sulla giostra.

Ci sono gli elettori però, e allora i leader politici smettono di fare politica e abbracciano la campagna elettorale, anche queste ormai due cose separate, per la bassezza dei contenuti per la prima, e la fantasia e la menzogna della seconda. Il mix non scatena discussioni indispensabili al Paese, visioni e idee, partorisce invece una polemica tutta incentrata sul coprifuoco, lo fa Salvini e lo fanno Letta, Speranza e Zingaretti. Nel 2021 gli italiani abitano in una nazione dove il Parlamento tace sui 221 miliardi del Piano di Ripresa e s’azzuffano per il coprifuoco alle 22 o alle 23, nemmeno ci danno la soddisfazione di una discussione sulla sua legittimità. Eppure i battibecchi su un’ora permette (secondo loro) di dare in pasto agli elettori argomenti convincenti per i sondaggi: da una parte Salvini deve (in)seguire la Meloni per non perdere terreno tra i contrari ai tecnici e ai rigoristi del Covid, dall’altra PD e Leu hanno un’altra occasione per denigrare i “sovranisti ignoranti” e tenersi stretto il pubblico più favorevole alle restrizioni. Senza alternative si vive nella finzione, va bene così.