di Daniela Labadia

Il 18 febbraio 2022 si è celebrata la Giornata Internazionale del Risparmio Energetico e degli Stili di Vita Sostenibili.
Questa giornata istituita il 16 febbraio 2005, anche se già prevista dal Protocollo di Kyoto, del 1997, il trattato internazionale in materia ambientale per contrastare il cambiamento climatico, le emissioni di CO2 e l’effetto serra, è giunta ormai alla diciassettesima edizione.
Deve essere un’occasione importante per riflettere sull’impatto ambientale dei nostri consumi e promuovere la riduzione degli sprechi. Obiettivo della Giornata è incentivare la scelta di pratiche eco-friendly in ogni momento della vita di ciascun essere umano.
Cosa vuol dire adottare uno “stile di vita sostenibile”? Scegliere di modificare le proprie abitudini quotidiane in favore di pratiche e azioni in grado di rispettare il Pianeta.
L’ecosostenibilità, il rinnovamento delle risorse, l’ambiente e la sua tutela devono essere gli obiettivi a breve termine per uno switch importante al fine di salvaguardare la salute della Terra.
Un giorno dedicato alla formazione e all’informazione per tutelare l’ambiente e il futuro, così come è stato inserito tra i principi fondamentali della Costituzione.
Gli scienziati attribuiscono il riscaldamento globale con una percentuale del 97% alle attività umane.
Aspirazione importante è rafforzare in tutti i Paesi la capacità di ripresa e di adattamento ai rischi legati al clima e ai disastri naturali. Avviare il processo di una transizione equa verso un’economia a basso tenore di carbonio, circolare ed efficiente nell’uso delle risorse che la natura ci mette a disposizione, la transizione verso una società e un economia socialmente inclusive.
Consumo e produzione sostenibili significano promozione dell’efficienza delle risorse e dell’energia, di infrastrutture sostenibili, così come la garanzia dell’accesso ai servizi di base, a lavori rispettosi dell’ambiente e a una migliore qualità di vita per tutti.
Attuare un processo sostenibile puntando a “fare di più e meglio con meno”, aumentando i benefici in termini di benessere tratti dalle attività economiche, attraverso la riduzione dell’impiego di risorse, del degrado e dell’inquinamento nell’intero ciclo produttivo, migliorando così la qualità della vita.
I progressi tecnologici hanno promosso, è vero, un aumento di efficienza energetica ma nonostante ciò l’uso dell’energia continuerà ad aumentare. Solamente nel primo quadrimestre del 2020, a causa del lockdown dovuto dall’emergenza sanitaria, si è vista una diminuzione del consumo di energia.
Il consumo di energia elettrica nel nostro Paese ci mostra un dato importantissimo sull’andamento della nostra economia in rapporto ai consumi e allo stile di vita che i cittadini e le imprese adottano.
Altro punto fondamentale è dimezzare lo spreco alimentare globale pro capite, infatti ogni anno, circa un terzo del cibo prodotto, corrispondente a 1,3 miliardi di tonnellate, per un valore pari a milioni e milioni di euro, finisce nella spazzatura dei consumatori e dei commercianti, oppure va a male a causa di sistemi di trasporti o pratiche agricole inadeguati.
Ottimizzare i consumi adottando comportamenti più efficienti, sviluppando programmi di efficientamento energetico includendo sempre più le energie rinnovabili.
Lo scopo è attuare un Quadro Decennale di Programmi per il Consumo e la Produzione, è questo l’Obiettivo 12 dell’Agenda 2030, garantendo modelli sostenibili di produzione e consumo, raggiungere la gestione sostenibile e l’utilizzo efficiente delle risorse naturali entro il 2030.
Incentivare la sostenibilità, con capofila i Paesi maggiormente sviluppati, porre un accento importante sulla sostenibilità ambientale, sociale ed economica.