di Stefano Sannino

Le ultime settimane sono state senza dubbio monopolizzate dalle notizie in merito alle alluvioni che hanno interessato lItalia settentrionale ed, in particolare, la Sicilia. Sebbene però lopinione pubblica sembri essere oggi molto interessata alla tematica ambientale, questa viene spesso guardata in ottica quasi sempre fatalista. In poche parole, la maggioranza della popolazione, si limita a guardare rassegnata la realtà dei disastri ambientali e dei cambiamenti climatici, senza tuttavia acquisire una reale coscienza del fenomeno e provare a cambiare qualcosa. Di fatti i cambiamenti climatici, al pari di ogni altro fenomeno caratterizzato da influenze a lungo termine sulle attività umane, vengono spesso ignorati da molte persone che, consapevoli di non vivere in eterno, lasciano semplicemente il problema alle nuove generazioni.
Colpisce quindi che una delle evidenze più rilevanti in merito alle tematiche ambientali sia proprio questa sorta di de-responsabilizzazione di cui tutti, chi più chi meno, siamo vittime.
Daltro canto sarebbe davvero molto ipocrita da parte nostra credere di essere migliori della maggioranza delle persone che, al contrario, attuano questo meccanismo di difesa inconscio ogni giorno. La verità è che i cambiamenti climatici ed in generale la tematica ambientale sono argomenti tanto vasti e complessi che riescono a spaventare con facilità moltissime persone che, quindi, messe davanti allevidenza della propria piccolezza e finitezza, non possono far altro che delegaread altri il problema che si sono scoperti incapaci di risolvere.
Il fatto quindi che la de-responsabilizzazione  a cui stiamo assistendo da parte del pubblico maggioritario sia in aumento, potrebbe essere ricondotto facilmente in parte allintrinseca capacità dellessere umano di rapportarsi a fenomeni molto più grandi e complessi di lui, ed in parte anche alla naturale propensione tipica delluomo moderno nel non assumersi le proprie responsabilità. Ecco quindi che non solo il problema climatico non è “colpa di nessuno, ma anche non risolvibile da nessuno.
Ciononostante, davanti a tragedie ambientali come quella che ha vissuto la Sicilia e che a breve vivranno anche altre regioni della nostra bella Italia, molti piangono ancora lacrime di coccodrillo, incuranti del fatto che laggravarsi dellintensità di fenomeni come questi potrebbe essere fermato se solo tutti facessimo una semplice cosa: responsabilizzarci.
Smettiamo di credere che la colpa non sia di nessuno o che nessuno possa ormai più fare niente per salvare la Terra. Il nostro pianeta può essere salvato una piccola azione responsabile alla volta e, paradossalmente, la chiave per farlo è proprio lumanità.