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mercoledì, 24 Aprile, 2024

PRENDE IL VOLO IL MULO VOLANTE. Progettato da una start-up israeliana per scopi civili e militari

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C’era un tempo che i nostri Alpini vivevano quasi in simbiosi con i muli, infaticabili quadrupedi capaci di andare dappertutto o quasi. I tempi sono cambiari e questi splendidi animali, non più adeguati alle moderne esigenze, sono andati in pensione più di vent’anni fa. Fra un po’, forse, vedremo in giro un altro genere di muli…

E’ noto come sia di vitale importanza soccorrere immediatamente i feriti e trasportarli il più velocemente possibile dove possano essere curati, ancor di più in scenari di guerra, ma c’è sempre il rischio che gli elicotteri giunti in soccorso, siano fatti oggetto del fuoco nemico.

Ebbene, una start-up Israeliana, la Urban Aeronautics, sta sviluppando un nuovo genere di veicolo volante, sia con che senza pilota (U.A.V.).
Si chiama Air Mule, ossia mulo aereo, creato dal Dr. Rafi Yoeli, C.E.O. di Urban Aeronautics, che detiene tutta una serie di brevetti che saranno utilizzati per la produzione e la commercializzazione di questo nuovo velivolo, che per usi civili e principalmente con pilota a bordo sarà proposto al mercato da Metro Skyways Ltd., mentre quello per scopi militari, per lo più U.A.V. e proposto da Tactical Robotics Ltd.
Che cosa ha di particolare questo Air Mule?  E’ un velivolo a decollo verticale (VTOL), senza le classiche pale da elicottero, con il vantaggio quindi di potersi muovere agilmente anche in ambiti ristretti, come, per esempio, quelli urbani.

Ciò che contraddistinguerà questo velivolo sarà innanzitutto un “Sistema di Controllo delle Palette” (VCS), che comprende una cascata di alette sia all’entrata e all’uscita dei condotti,  che può essere deviato o in contemporanea (sia la parte superiore che inferiore), oppure separatamente, per generare sia una pura forza laterale che un momento di rotolamento per l’avanzamento.

I condotti (anteriori e posteriori) possono anche essere deviati in maniera differenziata per generare una imbardata. La conclusione è che il VCS genera 6 gradi di libertà del tutto indipendenti l’uno dall’altro e, per la prima volta, si ha un veicolo che può muoversi lateralmente senza la necessità di rotolare e viceversa. Inoltre, il VCS genera una tale quantità di potenza di controllo che il veicolo può sopportare raffiche fino a 50 nodi di vento.

Una serie di feritoie o similari nella parte anteriore del condotto anteriore e posteriore del condotto di poppa, apribili durante il volo per consentire al flusso in ingresso di muoversi attraverso il condotto e di ridurre quindi notevolmente la resistenza, permette velocità di avanzamento fino a 120 nodi.

La chiusura dei flussi aerodinamici tra i rotori elevatori e la fusoliera, dove la stessa funge da profilo alare e genera sufficiente portanza ad alta velocità (50% di quanto il velivolo richiede) tale da  rendere possibile una deportanza del 50% della spinta ascensionale  necessaria sviluppata dai rotori.

Come funziona? Le prestazioni ad alta velocità sono assicurate principalmente per mezzo di un “barcollare” generato nelle tre componenti principali del velivolo: la ventola anteriore, il centro della fusoliera e la ventola posteriore. Uno stabilizzatore orizzontale è anche montato nella parte posteriore del veicolo ed ha una forte inclinazione verso l’alto. 

A terra e in volo stazionario i rotori sono essenzialmente posizionati orizzontalmente al terreno. Quando nel normale volo il nostro Air Mule si inclina in avanti, i rotori di sollevamento agiscono in parte come propulsori. La spinta ascensionale è distribuita lungo tutta la fusoliera tramite una geometria unica che interagisce aerodinamicamente sia con il flusso in entrata che con le due ventole montate avanti e indietro.

La versione per usi militari, terminato lo sviluppo, dovrebbe assicurare una velocità di 250 nodi.Il prototipo misura m. 6,00 di lunghezza e ca. m. 1,83 di larghezza, con un peso di una tonnellata, ha un carico utile di ca. Kg. 400 ed è spinto da un motore a jet Ariel Turbomeca. Il costo è di $ 2,5 milioni. Non è ancora noto quello previsto per la versione definitiva. Un altro vantaggio è che, paragonato ad un comune elicottero, è molto più silenzioso.

Gli impieghi di questo mulo volante sono molteplici e solo la fantasia li limita. Quindi oltre al soccorso dei feriti in aree di guerra, se ne può immaginare l’impiego per ricerca e soccorso (SAR) in montagna per i soccorsi a seguito di una valanga, in mare e e sulle coste, per le popolazioni rimaste isolate, in caso di incendio, (a noi viene in mente quando le Torri Gemelle bruciarono e molti si gettarono dalle finestre per la disperazione), come ambulanza urbana.

Ci vorrà ancora qualche anno, prima di poter vedere circolare questo Air Mule, ma ci auguriamo che gli studiin corso siano coronati da successo, Insomma, gli Israeliani non smettono di stupirci, è un piccolo Paese, ma che spinge fortemente sull’innovazione; loro è per esempio l’asfalto che genera elettricità.

Un esempio che dovremmo emulare in Italia.

Fabio Ronchi

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