di Daniela Buonocore

Una giornata all’insegna dell’ambientalismo quella ricreata oggi a Polignano a Mare, comune italiano di circa 17.653 abitanti, in provincia di Bari, in Puglia. Polignano a Mare gode di una grande visibilità data soprattutto dalla presenza delle spiagge rocciose e dal mare cristallino ma che, purtroppo, così come è accaduto oggi, vengono spesso “violentati” dall’inciviltà umana che si riversano sempre più nella vergogna e nell’abbandono, anche da parte delle istituzioni, che non tutelano e sorvegliano i nostri tesori naturali. FareAmbiente si è occupato anche di questo. Ieri, 6 Luglio, uno dei soci delegati, il dottor Antonio Corvino ,trovandosi lì in vacanza con la sua famiglia, ha messo in atto una vera e propria collaborazione collettiva finalizzata alla pulizia delle spiagge. Deciso ed organizzato, ha coinvolto cittadini e soprattutto bambini della zona, ma anche coloro che erano lì di passaggio, in una missione degna della formazione ambientalista per le giovani menti che rappresenteranno il nostro futuro. Tutti, ragazzi e adulti, capitanati dal dott. Corvino, sono stati coinvolti nella pulizia di una spiaggia libera che dista poco più di 200 m dal noto Resort Pietra blu. Le operazioni di pulizia hanno avuto inizio dal mattino e ogni partecipante, armato di guanti e sacchetti, ha scelto un’area da trattare. Vergognoso quello che è stato rinvenuto sulla spiaggia, rifiuti come carte di cibi precedentemente consumati, lattine e bottiglie di bibite bevute e poi abbandonate, mischiate a residui di plastica, cartone, ecc. “È ignobile dover ritrovare ancora ai giorni d’oggi, presso spiagge paradisiache come questa, la presenza di copertoni di auto e camion che, lasciati sotto al sole, rappresentano un vero e proprio pericolo, non solo per l’ambiente ma anche per la salute umana”. Questo è quanto dichiarato da Corvino.. Come ogni “festa” (se così si può chiamare) che si rispetti, arriva il momento della torta che in questo caso è stata rappresentata da un pedalò. Eh si, tra i tanti rifiuti ritrovati, vi era anche un pedalò abbandonato a pochi metri dal mare. La cosa inquietante è rappresentata dal fatto che tutto ciò può facilmente riversarsi nelle acque marine, provocandone l’inquinamento, distruggendo così nel tempo parte della flora e della fauna acquatiche. Il dottor Corvino ha immediatamente allertato i soci di FareAmbiente, la polizia locale e la guardia costiera, alla quale è stata inviata, un’email con le fotografie e la posizione esatta del ritrovamento del pedalò. La guardia costiera ha assicurato che sarebbe intervenuta nel minor tempo possibile, contattando una ditta addetta al recupero di rifiuti speciali lasciati lungo la costa. Le operazioni di volontariato ambientalista sono ancora in atto per il ripristino totale del territorio interessato.