di Veronica Graf

C’è un senso di sollievo nella squadra scientifica che comanda il veicolo esploratore “Perseverance”, che l’agenzia spaziale americana NASA ha su Marte.
I ricercatori sono sicuri di aver mandato il veicolo nel posto che offre la migliore occasione per trovare tracce di vita sul pianeta rosso.
“Percy”, come chiamano il robot affettuosamente, è atterrato nel cratere Jezero a febbraio, e da allora ha scattato migliaia di foto della zona circostante. L’analisi ha confermato che Perseverance è ora in fondo a quello che un tempo era un grande lago sulla superficie marziana, che è stato nutrito da un fiume sinuoso che raggiungeva la depressione a ovest. Si parla di qualcosa che è accaduto più di 3,5 miliardi di anni fa, quando il clima di Marte era molto più benevolo.
Dalle osservazioni di Perseverance, si è concluso che, dove il fiume sfocia nel lago, i sedimenti in sospensione hanno portato a formare un delta, e questa formazione si può vedere in molti luoghi anche sulla Terra.
Fu in quell’ambiente che alcuni microrganismi avrebbero potuto proliferare e forse lasciare resti ancora oggi conservati.
I microbi marziani comunque, nel caso esistessero, avrebbero preferito le acque più calde e stagnanti rispetto un delta.
Perseverance è atterrato a circa due chilometri dal delta principale, ma le immagini catturate dal suo telescopio sono davvero attraenti, soprattutto quando è collocato su una specie di montagna che gli scienziati hanno battezzato come “Kodiak”.
Ci sono fondi orizzontali costituiti da sedimenti granulati sottili che il fiume ha gettato dall’entrata del lago al cratere. Su questi i sedimenti sembrano scivolare verso i lobi più avanzati del delta. E ancora più in alto, i sedimenti depositati dal fiume si trovano dopo i bordi del delta.
Oltre a Kodiak e alla formazione principale del delta, ci sono molte rocce a Jezero. Questo indica inondazioni in tempi successivi della storia dei crateri.
La squadra scientifica di Perseverance lo manderà alla base della formazione principale del delta per trivellare il terreno alla ricerca delle piccole pietre d’argilla che ci si aspetta di trovare. Si concentreranno anche su un anello di rocce calcaree intorno al bordo di Jezero che forse rappresenta le coste del lago del cratere nell’epoca di maggior profondità.
Il robot ha la missione di raccogliere e conservare più di due dozzine di campioni di roccia da posti diversi e questi campioni saranno riportati sulla Terra all’inizio del 2030, per esaminarli in laboratori in grado di determinare se vi fossero forme di vita microscopiche sulla superficie di Marte.
I piani sono molto avanzati e considereranno l’invio di un altro robot della NASA e dei suoi partner dell’agenzia spaziale europea che dovrà recuperare i campioni dalla posizione del cratere in cui Perseverance si trova.
Più precisamente sarà un veicolo industriale britannico. Prenderà le rocce e le trasferirà in un razzo che le lancerà in un punto in orbita di Marte, dove un satellite aspetterà di essere quello che finalmente le porterà sulla Terra.
“Stiamo per entrare nel momento più eccitante dell’esplorazione di Marte”, afferma Sue Horne, responsabile dell’esplorazione spaziale dell’Agenzia spaziale del Regno Unito. Ed inoltre afferma che, poiché il sistema del veicolo di campionamento sarà testato il mese prossimo, il sogno di esaminare esemplari del pianeta rosso sarà presto realizzato.