di Veronica Graf

Per l’Italia il discorso riciclo è un tema molto delicato, da un lato un grande impegno da parte di tanti Comuni nella raccolta differenziata, ma in altrettante zone, un vero e proprio tallone d’Achille, l’emergenza rifiuti è una drammatica realtà che coinvolge il nostro Paese.

Quando nel 2019 è stato adottato il primo Metodo tariffario rifiuti (Mtr), si è attuata una vera e propria rivoluzione nel settore, ha innanzitutto portato una maggiore chiarezza nella giungla della TARI, definendo l’ammontare dei costi complessivi riconosciuti al gestore del servizio, la cui copertura deve avvenire tramite il gettito tariffario. E ha garantito la sostenibilità sociale della tariffa rifiuti. Ma come per tutte le novità anche il Metodo tariffario rifiuti non era perfetto. In questi anni è emersa infatti la necessità di tener conto anche dei più recenti elementi normativi europei e nazionali in tema ambientale e di economia circolare.

Ecco perché, dopo aver consultato Regioni e Autonomie locali e focus group, l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA), ha fatto l’upgrade. Come? Lanciando il nuovo Mtr-2, valido dal 2022 al 2025. Questa sorta di “seconda versione” riprende l’impianto generale del primo Mtr ma ne amplia ulteriormente il perimetro di controllo. 

Nel dettaglio l’Mtr-2 regolerà da oggi in poi anche le tariffe di accesso agli impianti di trattamento, recupero e smaltimento dei rifiuti urbani, premiando la strada della valorizzazione del rifiuto e penalizzando il conferimento in discarica. Per affrontare i gap territoriali e gestionali, sia in termini di impianti presenti, che flussi generati, l’Authory ha confermato un modello di regolazione tariffaria “asimmetrica”, ossia capace di tener conto delle diverse condizioni di partenza a livello territoriale, industriale e di governance. 

Un meccanismo di perequazione, sulla base della gerarchia dei rifiuti, fornirà componenti a compensazione o maggiorazione dei corrispettivi per l’accesso a seconda del tipo di impianto. L’obiettivo è responsabilizzare le realtà locali, supportando i percorsi di miglioramento dell’efficienza gestionale e di completamento della filiera, premiando la prossimità territoriale.

Gli impianti sono classificati secondo la natura del gestore e il ruolo che ricoprono nel ciclo (minimi o aggiuntivi). La regolazione Mtr-2 oltre ad applicarsi a tutti i gestori integrati e ai loro impianti, si applica agli operatori non integrati che gestiscono impianti “minimi”, con l’introduzione di incentivi decrescenti in base al tipo di trattamento che operano sui rifiuti (compostaggio, digestione anaerobica, termovalorizzazione). È sempre penalizzato, invece, il conferimento in discarica.