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giovedì, 20 Giugno, 2024

MILANO, LA GIORNATA NERA DELLA MOBILITA’ INSOSTENIBILE. Parte la pedonalizzazione di piazza Castello e la ciclabile di viale Tunisia

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La giornata di oggi è chiave per uno dei capisaldi dell’amministrazione Pisapia. Partono i lavori della pista ciclabile di viale Tunisia e della pedonalizzazione di piazza Castello. 2 progetti fortemente voluti da questa Giunta, che, specialmente su piazza Castello, ci gioca la sua credibilità politica in fatto di mobilità. 2 progetti che hanno visto una grande opposizione popolare, in entrambi i casi organizzatasi contro il Comune.

Parliamo prima di piazza Castello. Oggi inizieranno i lavori per la chiusura al traffico di un totale di 15.800 metri quadrati, tra le vie Minghetti e Quintino Sella. Decisione presa in fretta e furia da questa giunta, attraverso l’assessore alla Mobilità Pierfrancesco Maran, che non trova traccia nei precedenti piani di governo del territorio e della mobilità urbana. Saranno circa 120 i vigili della Polizia Locale impegnati a far rispettare le modifiche viabilistiche. In più saranno 13.000 i volantini distribuiti dal Comune per informare i cittadini sul progetto. Un investimento totale stimato intorno ai 100.000 euro.

Un cambiamento che ha visto la netta contrarietà dei commercianti e dei residenti della zona, che subirebbero direttamente i disagi di questo esperimento viabilistico. Perché di esperimento si tratta, visto che lo stesso Maran ha dichiarato più volte che, in caso di mancato successo, il progetto potrebbe essere rivisto. Vediamo, in sostanza, come reagiscono all’estate i cittadini-cavie milanesi. Tra residenti e commercianti sono state raccolte più di 1.500 firme contro la proposta, e la mobilitazione continua.

In viale Tunisia la situazione è ancora più rovente. Il progetto di pista ciclabile dovrebbe unire corso Venezia a piazza Repubblica, passando per corso Buenos Aires e via Vittor Pisani. La pista in viale Tunisia però ridurrebbe drasticamente la carreggiata a disposizione degli autoveicoli, che sarebbero costretti ad invadere parzialmente la corsia preferenziale dove transita il tram, con i connessi collaterali disagi notevoli alla circolazione del traffico.

Anche in questo caso cittadini e residenti si sono sollevati contro il progetto dell’assessorato di Maran. L’associazione dei commercianti Asscom Porta Venezia, molto impegnata sul fronte di contrasto alla mafia, ha poi diffuso un volantino dove si illustrava il progetto del Comune e si esprimeva la profonda contrarietà contro di esso. La giunta, evidentemente indispettita dalla contrarietà dei commercianti, ha addirittura mosso l’avvocatura comunale, e ha denunciato l’associazione per diffamazione.

In entrambi i casi mai l’assessore Pierfrancesco Maran non si è neanche sognato di sentire prima i cittadini e i commercianti delle zona per pervenire ad una soluzione condivisa e partecipata, provocando così ancora più veemente la protesta delle categorie.

Una giornata intensa, quindi, per Maran. Questa volta non c’è stato l’osanna generale come in campagna elettorale, in questi casi i cittadini hanno espresso chiaramente e in forme organizzate il loro dissenso per progetti e questioni ritenute dannose per la qualità della propria vita. Ma la macchina dell’ideologia va avanti e non si ferma, e chi dissente può benissimo discuterne con l’assessore in tribunale. Perché in altre sedi, i paladini della partecipazione non si sono neanche degnati di prendere in considerazione chi subirà questi pseudo-esperimenti.

Gabriele Legramandi

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