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domenica, 16 Giugno, 2024

MILANO, CAIM CONTRO ISRAELE, SI ALLONTANA LA MOSCHEA. Una frase contro la brigata ebraica causa le ire della giunta

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Certo, che il Caim (coordinamento delle associazioni islamiche milanesi) sia filopalestinese è cosa nota, e non ci si aspetterebbe certo il contrario, ma esternare il proprio odio verso Israele nel giorno della Liberazione è cosa che neanche la giunta rossa di Milano può sopportare. E nei giorni in cui si parla di moschea a Milano può trasformarsi in un vero e proprio autogol.

Brigata-EbraicaE’ così che Davide Piccardo, portavoce del Caim, ha commentato la presenza della comunità ebraica al corteo del 25 aprile, presenti per ricordare la partecipazione della brigata ebraica alla liberazione: “Andare alla manifestazione del 25 aprile con la bandiera israeliana significa insultare la resistenza”. Frase che, al netto di tutte le implicazioni politiche e culturali, costituisce un clamoroso falso storico: una gaffe non da poco.

Pierfrancesco Majorino, che con il Caim e il coordinatore Piccardo tratta da molto tempo per la questione moschea, non si trattiene e sbotta: “La tua è una frase terrificante”. Gli fa eco un altro assessore, Pierfrancesco Maran: “Sarebbe bello che l’anno prossimo al 25 aprile avessimo tutti un’effige della brigata ebraica perchè mutuare i valori di allora significa anche difendere il loro diritto di essere nella piazza insieme a noi, senza dover sentire insulti da diversi imbecilli”. Entrambi gli assessori sono del partito di Daniele Nahum, consigliere della comunità ebraica e responsabile cultura del Partito Democratico: “Piccardo non ha il senso della vergogna, Il portavoce del Caim non conosce la storia. Altrimenti eviterebbe di farneticare in questo modo”. Un’altra voce importante del Pd è Emanuele Fiano, deputato, che non usa mezze parole: “Abisso di farneticazioni ignoranti e antisioniste”.

Già al corteo gli insulti e le tensioni tra filopalestinesi e brigata ebraica erano stati motivo di imbarazzo e di condanna da parte di molti esponenti politici, l’uscita di Piccardo sembra essere però la goccia che fa traboccare il vaso. Di mezzo potrebbe finirci la realizzazione della moschea a Milano, per la quale è già avviata da tempo una trattativa con il Caim, di cui Piccardo è il portavoce.

Il coordinamento islamico ha già presentato un progetto per una moschea da costruirsi sull’area attualmente occupata dal Pala Sharp, in via Lampugnano. Opzione che però era andata sempre più tramontando in favore di un’area in viale Certosa, dove la moschea verrebbe realizzata con i fondi della Giordania per permettere ai visitatori di Expo arabi e musulmani di pregare nei mesi dell’esposizione. Successivamente alla proposta giordana i rapporti tra Caim e Comune iniziarono subito a deteriorarsi, visti i consensi che quest’ultima proposta iniziava a ottenere all’interno della coalizione arancione. Ora, questo schieramento del Pd in forze contro Davide Piccardo, potrebbe essere presagio di un’imminente decisione a favore della proposta giordana.

Intanto oggi ricorrono le celebrazione per la morte di Sergio Ramelli, altro motivo di tensione politica in questo fine aprile, particolarmente caldo rispetto agli anni passati.

Gabriele Legramandi

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